Diario della morte italiana

Diario della morte italiana

martedì 12 aprile 2022

 


Nichilismo



Una mattina un gregge allegro di capre sale e scende da un tetto

un'altra mattina un'upupa perplessa siede su un palo e mi guarda

un'altra mattina io sto potando con fatica tra gatti oziosi

un'altra mattina scoppiano solitari muggiti lontani

un'altra mattina potando mi sento beato:

solo ramoscelli in punta di forbice,

ma l'ulivo che incontro la mattina seguente è malato:

scelgo di amputare un arto poderoso come la mia gamba

e così da oltre un mese nell'uliveto procedo

finché la campagna conosce i miei silenzi:

il baratro dei tormenti sondati con la ragione

su cui oscillo da sempre aggrappato a questo rametto di poesia

e sono per la campagna anch'io un animale del paradiso

e con la mia angoscia in verdi grumi un virus temuto

 

Questa mattina la mostruosa e ambita Roma tronca

ogni gioia con attrezzi ben peggiori di quelli che ho in mano,

un morso di futili spaventose tronchesi

e la poesia svanisce con tutta la natura.

Le capre al di là della rete mi sollecitano un sorriso dolente

con l'innocenza di due capretti saltellanti

ma questo mi fa pensare nuovamente alla gioventù 

che perdiamo nell'inferno, a questa Roma che cresce nel corpo

ma non nella mente pur dichiarandosi "intellettuale",

nella presunzione di chi ignora volutamente il vero sapere

mentre sperimenta droghe perché lo impone

la condizione libertaria dell'artista "sperimentale",

e Rimbaud e Nietzsche e perfino D'annunzio ritornano

e si mischiano in un nuovo fascismo psicotico e più volgare

 

Oh, tutta la poesia che ho stretto nelle mani!

La forza vitale e intelligente della poesia.

Oggi invece declino, come un vecchio sole,

la depressione mai provata mi lega le mani.

Ma una rabbia mista a pena forse un po' mi solleva,

solvendo pur con acidi quel grumo mortuario.

Risolvo così e capisco che il primo dolore dell'uomo è dato

dall'innocenza finita, e questo è più intenso

quanto più è intensa la miseria che vi pone fine,

e che per amore del corrotto siamo disarmati.

Oh che ne sarà di noi portatori di vive ragioni contro il nichilismo

e di loro così giovani che nella morte del nichilismo vedono una vita?

Questa è la mattina in cui i morti seppelliscono i vivi

e chi è vivo muore trascinando ogni suo verso nella fossa.







martedì 5 aprile 2022

 






Questa  è una poesia per i gatti

per ogni gatto, non soltanto per loro.

Ed è forse una preghiera, ma a quale Dio?

Alla dea gioiosa e pericolosa della Campagna?

Ai lari della Casa che li ospita in pace?

Al Dio del Sonno sicuramente,

l'umile e gigantesco Morfeo dei gatti.

E la Luna non è per loro una divinità quanto per me,

così lupesca e poetica che vien voglia di ululare

e legger versi di Jules Laforgue.

Ma in fondo cosa se ne fa di una luna piena

o di un mezzo Dio questo piccolo eroe?

Il presunto miagolio dei gatti è un prodotto umano,

mentre il vero è più sordo e roco e indistinguibile.

Quando mia madre coglieva le olive,

la saggia gatta di mezza età le si mise accanto

impassibile e con le zampe conserte

raccolte nella sua coda, e ambigua,

aspettando una carezza proprio da chi evita i gatti,   

una carezza ambigua, da persona sedotta

e questo avveniva come in una foto

e chissà per quale memoria futura,

forse per questa poesia.

I gatti emettono versi soprattutto con gli occhi

e con un corpicino dal tocco benedicente.

Cieco è chi non vede la vera natura

della loro minuta completezza

e spesso è cieco quell'uomo mediocre  

compiaciuto del proprio corrispondente cane.

Il loro ancheggiare è supremo

nella savana della città come nella Campagna

e il loro iride chiaro fino al colmo dei verdi o dei gialli

è di una grande, disarmante purezza,

la loro migliore arma nella notte.

Neanche il cane più elegante

può vincere la leggiadria del gatto

e il bravo cagnolone soccorritore

potrà forse salvarmi dal tragico incidente

ma la sua azione nasce e muore nel teatro umano,

che è il teatro dell'egoismo sporco degli uomini;

mentre il gatto, pronto a sbranare l'uomo svenuto,

rende nobile il limpido egoismo di tutta la natura.

Animale che piace all'uomo di città

quando domestico gratta la porta per entrare,

io lo apprezzo con stima maggiore

quando selvatico sta alla porta per uscire.

Quale altro animale vicino a noi è così bello?

Nemmeno l'alto e lucente cavallo

tiene il confronto con la tigre o la pantera

e io credo che, messo davanti al piccolo felino,

subito svanirebbe se fosse un Pegaso nano.

Quale altro animale è così teneramente goffo

quando lo è a dispetto della propria agile natura?

Quale altro animale è così interessante?

Lo è forse l'istrice dai lunghi spini d'avorio?

Lo è forse il riccio che trotterella bombato?

Lo è forse la talpa dalle grosse mani da operaia?

Lo è forse il geco che sfida la forza dei gravi?

Lo è forse il ragno che fila sulla mosca il suo zucchero?

Lo è forse l'antica lucertola regina del sole?

Tutti questi esempi di stupenda fauna

non ci conducono mai fuori dalla natura

come fa il gatto statuario e dormiglione,

per metà filosofo e per metà straccione,

vocato a predatore o pigro.

Amico ma non compagno,

riconoscente ma non servile,

mai eccessivo né alla gioia né al dolore

né alla luna né al sole... bestiola a cui l'uomo

non riconosce bontà o amore

eppure io so che le interiori convulsioni dette fusa

sono per lui conoscenza d'amore pagata con l'angoscia,

e sono tutto un disegno di felicità e confessione,

navi che partono per le Indie e scoprono l'America.

Quando il gatto dorme bene a volte sorride e sempre sogna,

con la linguetta rosa pallido scivolata fuori dalle labbra

e sotto quel nasino che è fatto di una plastica aliena.

La luce gioca con gli occhi accesi del gatto

come una maga con le sue ampolle,

e quel poco di luce che sta nella tenebra

viene usata dagli occhi  felini come non sappiamo.

Oggi il gatto detesta sempre più il regno dell'estate

poiché questa è innaturale e inferocita dall'uomo

ed è un vero prodotto eccessivo anche per noi

che annienta il gatto come annienta i nostri vecchi;

e per non boccheggiare nella savana sceglie la casa,

ma soltanto per un minuto quale tempo di reazione

all'incendio con l'arma di un pavimento fresco;

e allora il copriletto d'inverno diventa innominabile

sebbene io so che non ne ha perso il ricordo

nella sua memoria di gatto, o d'elefante!

Il gatto ama il poco e non il tanto

perciò le sue abitudini non vanno confuse

con la corruttrice comodità della borghesia,

e si muove sempre come zingaro sovrappensiero

ai bordi di una strada trafficata

e come lo zingaro ci indica l'orlo dell'abisso.

Il gatto è più che sincero con la natura animale

e perciò nessuno potrà mai abbandonarlo,

come capita agli amati cani sull'autostrada,

e sa che l'idea del padrone è a priori errata

e tutto il capitalismo dovrebbe farsi fottere!

Preferisce un amico giocatore a un amico lavoratore

e perciò mi rimprovera quando lavoro come un servo

la mia terra e potando, falciando o altro non bado

alla sua bella pancia e alla sua languida occhiata;

ed è talmente amante del gioco che se l'altro non gioca

o schiva lo spasso allora lo spasso si fa sanguinario

e nello schiaffo bonario ci mette gli artigli.









mercoledì 2 febbraio 2022

 

                                            L'AMAZZONIA STA BRUCIANDO

Insomma...

 noi siamo certamente convinti, lo si vede nei fatti, che vivere una vita da italiani non possa coincidere, nei fatti, con il bruciamento dell'Amazzonia; la cui  distruzione avviene ormai sistematicamente non da ieri. Distruzione che avviene esclusivamente per fini commerciali (allevamento di bovini da macello, piantagione di palma da olio, commercio del legno, ecc.) e che, secondo calcoli concreti, equivale a perdere una fetta di foresta delle dimensioni di un campo di calcio ogni 2 secondi!  

  Eppure, nonostante tale tragedia immane e crudele, solo pochissimi di noi sono oggi impegnati in prima linea, come le ONG presenti in Brasile, o impegnati a lottare "da casa", magari anche solo seguendo una nuova linea comportamentale e abitudinaria (es: usando Ecosia al posto di Google, mangiando carne di provenienza non brasiliana, evitando i prodotti con olio di palma, facendo donazioni e poco altro). O magari operando nella cultura e nell'arte, ovvero nel solco della cosiddetta sensibilizzazione.

   Il problema è quindi sia in coscienza, sia nella coerente azione che ne consegue. Ma questa coscienza dov'è ? Io non sento nessuno accanto a me porsi il problema dell'Amazzonia. E vedo tutti sempre troppo alienati nel lavoro, nel lottare contro le tasse e le bollette, oppure nel darsi piacere. 

   Da una parte c'è la Realtà costituita, schiacciante, di chi deve guadagnare denaro, e con lavori anche onesti, ma che è comunque un rubare; un rubare a se stessi e alla propria coscienza, alla propria vita, che è come derubata... nelle maglie del lavoro, del denaro, della sopravvivenza. E su questo pesa tutta l'iniquità dello Stato, che è un altro ladro, rubante da noi in modo abilissimo; ed è anche un abile furbo e spesso anche un abile persecutore, quando ad esempio una multa non pagata, ma già estorta con mezzi iniqui, lui la moltiplica negli anni fino a chiederci somme moltiplicate. Lo stesso Stato che paga i guitti della televisione pubblica fior di milioni, e così dimostra, bellamente, che non ha bisogno di accanirsi su una tassa o su una multa. Così come non ha bisogno di tagliare pensioni, sanità, scuola,  ammortizzatori  sociali, ecc.  Uno Stato che sulla televisione confida, evidentemente, dato che qui il suo terribile e semi-invisibile socio, il Mercato, agisce con lunga mano. Ma perché lo Stato italiano perde la faccia così facilmente pagando milioni per un festival di San Remo o per cose anche peggiori, invece di tirare la cinghia come fanno i suoi cittadini sopravviventi e non edonisti? 

  E veniamo all'edonismo, che è l'opposto della suddetta sopravvivenza. Ebbene, lo Stato italiano non è morigerato sull'edonismo perché questo è il versante dell'Irrealtà costituita. Un versante che è sì opposto ma anche complementare all'altro, a quello della sopravvivenza, o della Realtà costituita. Il Mercato, si sa, è il vero regista, da quando la politica è diventata economia-politica. La Produzione dirige i palinsesti radiotelevisivi colonizzando in parte anche il mass media internet, e questo lo sappiamo, dato che fin dal dopoguerra l'Italia è un Paese capitalista e da cinquant'anni lo è in modo impietoso e subdolo, rovinoso e feroce. Un giovane medio d'oggi, intervistato, non sa dire chi sia Fellini o Pasolini e in genere si capisce da com'è, da come si muove e come parla che la cultura, nel senso umanistico, si è perduta insieme con tutti gli altri valori precedenti: dio, patria, famiglia, ecc.; in compenso, però, il suo sapere è colto in fatto di droghe, videogiochi, cantanti americani, attori americani e altri "personaggi", come li chiama oggi la Produzione. Del resto, se non è più un piacere osservare un dipinto o una scultura, figuriamoci l'essere istruiti in queste arti! 

  Ma la morte della cultura italiana non è solo quella indicata comunemente, e cioè indiviuata nei valori suddetti, anzi, oggi sono moltissime le forze conservatrici falsamente umanistiche come i partiti politici, le chiese, le sette (dalla massoneria fino pure alla wicca) che ribadiscono ossessivamente i valori di dio, patria, famiglia, ecc. Vedi anche i mille fascismi odierni coi loro family day e con le loro parate. Ovviamente è solo Propaganda, oppure fumo negli occhi di uno Stato e di un Mercato che non vogliono mostrarsi per come sono realmente, cinicamente moderni come sono, altrimenti chi potrebbe sostenerli senza vomitare? chi potrebbe continuare a dirsi morale? Ed anche sul piano pratico e opportunistico gli stessi valori di democrazia, rappresentanza, governance, società, comunità, ecc. salterebbero, come si dice oggi. Tutto lo status quo, insomma, a mostrarsi nudo, si rovescerebbe da sé, comprese le istituzioni del Parlamento e del Governo. 

   No, l'italiano è morto per morte di tutti i valori italiani possibili: metastorici, storici e dopostorici fino alle tradizioni umane più sottili, intime e profonde che facevano tutte parte della realtà del singolo individuo, dando a questo individuo non solo una realtà sociale, come membro, ma anche una sua vera, solida realtà personale. Questo italiano, quindi, perdendo la propria realtà culturale e umana, ecco che si è alienato e trasformato. Intendiamoci: non che non possieda più nulla della realtà italiana storica e millenaria, popolare e umanistica, ma di certo questa sua identità imborghesita attuale di uomo medio consumista, edonista e liberista, è il risultato di una fortissima devastazione interiore: come una Amazzonia di cose italiane bruciate. La coscienza e il senso critico nei migliori così come la nostalgia e lo spirito di conservazione nei peggiori, rendono gli italiani di oggi molto ambigui e in qualche modo belli, come alberi su cui tali forze resistenti fanno spuntare nuove gemme verdi contro il rogo compiuto. Fino a cinquant'anni fa, prima che il capitalismo con la sua ultima rivoluzione detta consumismo corrompesse il popolano, il borghese e l'aristocratico (le classi sociali con le loro identità, insomma), modificando nell'italiano in genere non solo alcune abitudini ma l'intera percezione delle cose, ecco che proprio l'identità degli italiani, seppure appartenenti a classi diverse, era ben definita, e lo era oltre al ceto d'appartenenza, come vulnus di una cultura e di un'identità generale. Quella cultura nazionale per cui un italiano differiva da un tedesco, un tedesco da un russo e via dicendo. 

Per l'italiano degli anni '50 e '60, ma anche per l'italiano della scolarizzazione di massa avvenuta negli anni '70, lo studio rappresentava ancora la possibilità di sapere, non la possiblità di partecipare al potere, sebbene questa divenne presto una tendenza. Il lavoro rappresentava un fondamento dell'identità della persona, un motivo di valore e di autostima, non un'opportunità di far denaro. Erano impensabili quei continui messaggi di oggi ovunque serpeggianti che ci dicono: "diventa milionario!" "fai soldi lavorando da casa!" ecc. Gli orizzonti della persona non erano la furbizia, l'ozio retribuito, il non-lavorare per far lavorare altri al proprio posto, o addirittura: il rubare dai genitori; e, in tal senso, l'esser mantenuti era una vera onta. La fama e il successo non erano degli obiettivi di valore e se ottenuti con nessuna abilità o talento (vedi i tronisti e le veline),o magari sporcandosi (vedi i puttani  le puttane), suscitavano riprovazione. Era sempre in causa la dignità della persona. E lo stesso gioco del calcio era puro, bello, quando le società sportive non erano ricche e non pensavano al mercato, finché, insomma, non diventò il cosiddetto "calcio-mercato". 

Oggi non si ammira Michelangelo più di quanto non si ammiri Al Bano o Sgarbi, e del resto i più prossimi a noi sono questi figuri della cultura consumistica ed edonistica dominante, non della cultura umanistica classica. Nella cultura dominante la realtà politica e l'irrealtà televisiva si fondono, proprio come avviene nel critico d'arte Sgarbi, e ciò fino al punto che non si può scindere il critico d'arte dal guitto, il politico dall'intrattenitore, l'uomo di Stato dall'uomo di Mercato. Stato e Mercato, così associati e fusi, rappresentano una trappola da cui l'italiano medio non riesce più a liberarsi. Eppure con il MoVimento 5 stelle il nostro Paese ha espresso sicuramente e fortemente la volontà di rompere questo connubio. "Cacciare via i farabutti, i criminali per innalzare i normali, gli onesti" è stata una grande risposta politica del nostro popolo, il quale evidentemente rispose al rogo culturale e cioè al nichilista ed egoistavbruciamento dell'Italia compiuto da un potere pluridenennale (liberismo, edonismo e consumismo non sono altro che delle espressioni nichilistiche ed egoistiche).  La forza di questo popolo a cinque stelle si raccolse nelle piazze, non solo su internet, e resta oggi il ricordo dei comizi spumeggianti dell'illuminista Beppe Grillo, che espresse indubbiamente razionalità e amore per l'Italia. Ma a parte lo sbocco politico, diciamo che questa necessità del nostro popolo di riconquistare l'Italia, dominata e colonizzata da un potere fondamentalmente alieno e lontanissimo per valori alla nostra cultura storica (il berlusconismo, il capitalismo europeista e tutta l'alta finanza americana, per dira in sintesi), ebbene, ecco che questa necessità di riappropriazione si è espressa e si esprime tutt'ora là dove meno ce lo aspettiamo, e in modo del tutto inorganizzato, casuale, assumendo mille forme. Resistono e combattono tutti coloro che ancora fanno la fila davanti a una mostra d'arte figurativa, o davanti a un cinema magari per vedere il film "Ennio",  e chi ancora legge i grandi scrittori, o coltiva la natura non solo per produrre e vendere; e chi detesta la droga e ricusa la movida. In questo senso, e torniamo al tema centrale di questo mio scritto, sicuramente è molto importante (e forse anche più efficace) una presa di posizione diffusa pur non direttamente impegnata, che un impegno da militanti, da attivisti che operano specificamente e fanno "solo quello". Perciò: l'azione militante delle ONG in Amazzonia è meravigliosa, è coraggiosa e diretta, ma ogni azione di boicottaggio e comunque tutte quelle azioni indirette che possiamo mettere in campo noi che non siamo attivisti possono fare la vera differenza.

Chi di noi avrà mai la possibilità di incontrare il mostro Vittorio Sgarbi per strada e dirgliene quattro? Chi avrà mai la possibilità di reagire contro il VIP Al Bano per aver fatto parte di quella masnada di "famosi" vanitosi e sporchi campeggianti sull'isola omonima? Questi sono solo due esempi della sporcizia culturale gettata da anni dal potere su questo nostro paese un tempo coltissimo e ammirato nel mondo, potete quindi immaginare quanto io abbia goduto nell'apprendere che Sgarbi e Al Bano sono stati insultati, fischiati e cacciati dal pubblico dell'Arena di Verona durante la commemorazione di Franco Battiato. Franco Battiato era un uomo modesto, non un VIP, ed era un musicista di un certo calibro, non solo un canzonettista. Forse non è paragonabile ad Ennio, ma comunque non era un famoso sporco e vanitoso. L'Italia presente nel teatro dell'Arena certamente era un'Italia di "partigiani moderni", ben intenzionati a cacciare l'alieno potere delle TV, il nemico della cultura e di tutto, nonché un nemico schierato anche politicamente.  

 Il potere dominante è alieno quanto i suoi smartphones sempre nuovi e super-accessoriati, un vero nemico dei vecchi per la loro impraticità, e un vero nemico dei giovani per la loro istigazione al nulla. Se un adolescente italiano oggi è totalmente nichilista, e dedito alle droghe, lo si deve anche alla dipendenza che un tipo di cellulare mostruoso induce in lui, istigandolo a sostituire i libri con i videogames, alla diseducativa comunicazione delle chat, alla cultura dell'immagine al posto della parola, all'informazione in pillole data da internet, ecc. E dal borghese adolescente imbottito di droghe e di negatività la mia mente vola al contadino meccanizzato: quale piacere operativo e quale dignità proverà nel raccogliere le nocciole con l'aspirapolvere? Oggi che i produttori di olio raccolgono le olive con mostruose macchine scuotitrici, mi chiedo se non sia meglio tirare la cinghia anche in quiesto caso: ridurre necessariamente le proprie aspettative, avviarsi all'umiltà necessaria, pur di mantenere intatta la consapevolezza di sé e la gioia del proprio operare sulla terra, tra le piante pacifiche e silenti. E dal contadino volo all'operaio d'oggi, quello ingrassato e furbesco; perché non smette di fare gli "straordinari" per riprendere la dignità della sua classe, che un tempo lo rendeva così forte e bello? Oggi anche lui, in maggioranza, non pensa che alle sue tasche. Ho conosciuto operai edili che pur di mantenere la loro costosissima BMW, che vedevo pargheggiata in cantiere e mi sembrava quella del padrone, lavoravano in traferta da anni, lasciando così famiglia, figli, madre, dio, patria e tutto il resto dietro le loro spalle. Alcuni, come i rumeni, cambiano non solo nazione ma smettono di essere perfino contadini, e quando tornano a casa, se tornano, distruggono le vecchie case di legno bellissime e ricchissime di tradizione e di memoria per trasgìformarle in un prototipo di IKEA.  

 La media di giovani italiani (li ho conosciuti nelle tante interviste ufficiali ma anche osservandoli io stesso) è una massa totalmente indifferente alla scienza come all'arte, e abbrutiti, alienati nelle mode e nelle movide, conformisti nel degrado, nell'autodegradazione, nella distruzione umana piovente dall'alto, li vediamo trascinarsi come vermi. Io mi chiedo se non sia meglio morire. Io li manderei d'obbligo (come esiste "la scuola dell'obbligo") a pascolare cavalli, ad aiutare conigli e altri animaletti, a potare le piante. Cercherei, cioè, se fossi lo Stato, non più di insegnare loro Michelngelo e Marconi, Leopardi e Dante, dato che tutte queste nozioni abbiamo capito che restano solo nozioni, finché non si perdono nel nichilismo programmatico e nell'edonismo drogastico.imperanti. Potrebbero anche essere costretti a viaggiare, ma di certo dovrebbero essere salvati da questo degrado. Ma questo degrado è un prodotto della superiore associazione a delinquere Stato-Mercato e dunque questi giovani medi non devono pensare all'Amazzonia così come non devono studiare e sapere, che siano solo degli spocchiosi depositari di un minimo grado di istruzione e facili alla prostituzione e alla corruzione. E magari ahnche diposti ad ammazzare, come nel caso dei fratelli Bianchi, che qualcuno assoldava per picchiare. Sono carichi di istinti omicidi che non sanno come sfogare se non con lo sport, perché la Realtà costituita si basa sulla ferrea legge dell'autocontrollo e della contenutezza, e dunque implodono. Muoiono così, dunque, senza alcun eroismo, ma anzi strisciando penosamente, in questo Paese che li vuole morti; morenti complici di chi li vuole morti. La decadenza italiana ha raggiunto il suo picco di perversione.   

 Oggi siamo al denaro che torna al denaro, come la pecora che torna all'ovile. E anche il successo significa denaro. Ma significa anche narcisismo soddisfatto. Questi piccoli mostri hanno le loro soddisfazioni, se riescono a studiare senza faticare per poi avere un lavoro che porterà denaro. E questi non sono tanto i nostri ragazzi quanto i nostri vecchi, perché se non ci fossero dei vecchi-macchine di denaro probabilmente non ci sarebbero nemmeno dei giovani così corrotti. Dai banchieri ai tantissimi imprenditori ai famosi miliardari fino ai tanti individui che nell'avidità hanno scolpito il loro nome. Se consideriamo che anche le parole "banchiere" e "imprenditore" erano inesistenti nel grande dibattito italiano, mentre oggi non c'è giornalista o scrittore o attore che non abbia un editore o uno sponsor danaroso dalla sua. Un tempo i banchieri non avrebbero mai immaginato di poter ricevere onorificenze statali. Un banchiere come Geronzi, famoso bancarottiere, un vero criminale, ha ricevuto titoli onorifici tali che oggi viene considerato un eroe della patria alla stregua di un Pisacane.  

Ma questo ribaltamento del valore umano è un problema vasto e complesso, coinvolgente ogni sfera della nostra società. Oggi sono molti i giovani ricercatori italiani che fuggono all'estero e là dimostrano il loro talento, ottenendo veri titoli, mentre da noi un uomo come il comandante Schettino, responsabile di 32 morti, viene rilasciato e trasformato in autore di libri, uno scrittore presentato pubblicamente dai giornalisti di Porta a Porta. E mentre questo accade, il comandante De Falco, colui che richiamò Schettino al dovere durante la strage, subisce invece una forte azione di mobbing e viene rimosso da incarichi esterni per essere dimenticato tra le carte di in un ufficio.   

   La coscienza di sé e del proprio ruolo sociale è un duro problema per uno Stato come questo, così come la mancanza di coscienza critica è invece utile al Mercato, dato che il consumatore di merce non deve ragionare, e l'italiano medio deve essere un consumatore eccellente. Chi non ragiona può consumare ogni cosa, anche la merda. E può essere carne da macello utile per qualche affare sporco. E può sostenere meglio il valore del denaro. E può tenere al valore del successo perché non saprà ragionare su quanto il successo sia errato. E non si cimenterà mai nel difendere l'Amazzonia, ma semmai resterà imbambolato a guardare le fiamme ardere la foresta e le definirà belle come la testa di Hitler, o come una scena cinica di un film di Tarantino, o come l'ultimo capolavoro nichilista di Von Trier.  Non difenderà le belene, semmai difenderà gli arpioni, "tanto prima o poi dobbiamo tutti morire" e lo spettacolo del sangue che schizza è sicuramente più eccitante di un'operazione di salvataggio. C'è tutto un cinema e tutto un filone di videogiochi e anche di fumetti che si basa sul "fascino del male", in cui ogni atrocità è spettacolarizata fino alla noia. La noia è sicuramente un problema per questo borghese contemporaneo, non solo italiano. Che si possa uccidere per noia, lo hanno dichiarato molti giovani assassini. Questo tossico, che è tossico per molte dipendenze diverse, potrebbe anche rifiutare i vaccini perché hanno il fine di "iniettare dentro di lui un siero maligno", e mentre dice questo non disdegna ingerire l'ennesima pillola allucinogena del sabato sera.

  Da una parte abbiamo detto che viviamo alienati negli effetti della vita pratica, che sono la compressione e la depressione esercitate su di noi dalla Realtà costituita, o anche sopravvivenza, contingenza pratica del vivere: carovita, tasse, bollette, rette, debiti, ecc. - e dall'altra parte le azioni deprimenti e comprimenti dell'edonismo della cultura attuale, e cioè dell'Irrealtà costituita, o anche il sistema di piaceri e illusioni che Stato e Mercato ci impongono; dove i piaceri non sono meno imposti e pesanti delle tasse. E così, accomodati-morti davanti alla televisione o accomodati-morti davanti a un cocktail, trascorriamo il tempo "libero" (free time) dalla Realtà con illusioni e intrattenimenti che ci vengono da una realtà falsa: l'Irrealtà: evasione, sballo, droga, divertimento stabilito, ecc.  E come si evince,  ci sono oggi molte più parole per descrivere la nostra attuale e coatta spensieratezza illusoria che per descrivere il nostro rapporto sostanziale con l'Amazzonia.   

 Dell'Amazzonia bruciante non ne parlano i nostri vicini, ma ne parla almeno lo Stato? No. 

Eppure una coscienza dell'uomo oggi sarebbe URGENTEMENTE chiamata a riflettere su quanto la nostra vita dipenda profondamente dalla perdita dell'Amazzonia, e che ogni secondo che passa questa immensa perdita di foreste fa sì che l'aria del nostro pianeta diventa sempre più irrespirabile, anche per via dei già conclamati e urgenti fenomeni quali l'inquinamento e il surriscaldamento del pianeta. 

Insomma...

   le nostre vite sembrano poter essere vissute tranquillamente come spazi di tempo vissuti al di là dfuori dal pianeta Terra. Infatti: sul piano temporale l'Amazzonia distrutta - la cui distruzione sembra non toglierci alcun secondo di vita - non sembra essere un problema presente né futuro, e ciò nonostante il punto di non ritorno sia ormai vicino: fra dieci anni. 

Oggi possiamo ancora ammirare l'enorme estensione della foresta pluviale, ma quando la perdita dell'Amazzonia sarà totale cosa ammireremo? Forse vedremo noi stessi allo specchio! 

Ma nemmeno in termini di spazio l'Amazzonia è lontana dall'Italia, e non appartiene al Brasile. Io credo che questa idea sia solo un'illusione mentale dovuta all'idea dei confini. I confini italiani, brasiliani, europei... Questi ultimi sono confini inventati di recente, che di fatto non esistono e l'azione militare russa in Ucraina ha messo a nudo proprio il gioco di potere esistente sulla trita idea dei confini. E sicuramente ci illudono, questi "confini nazionali", sì perché l'Amazzonia non appartiene ai brasiliani ma è parte di un unico pianeta. La legge di Bolsonaro non può permettere tale massacro, se questo ricade anche sulla nostra salute e sulla nostra vita. 

Insomma...

se non avessi quasi cinquant'anni d'età mi sarei già lanciato in quelle foreste, in soccorso attivo. Ma avrei comunque tenuto questo Diario, momento in cui la ragione si posa sulla pagina. E non è detto che un giorno non mi imbarcherò al fianco di qualche bellissimo italiano scampato alla morte del nostro Paese. E' per questo che ho scritto al WWF, a Greenpeace e altre associazioni impegnate in questa lotta. Proprio per avere informazioni su come fare a intervenire fisicamente. E ciò lo faccio mentre mi rendo conto perfettamente di quanto io possa fare poco, dato che gli stessi attivisti in Brasile vengono continuamente attaccati e isolati dalla politica di Bolsonaro, stando a quello che ci dicono i giornali. Eppure sono così deciso! Proprio come due anni fa quando in piena bufera razzista ho compilato il form della Sea Watch per partecipare all'equipaggio, ma, non avendo esperienze di studi nautici né le conoscenze tecniche richieste (informatiche, meccaniche, ecc.), come ruolo che avrei svolto a bordo designato ho scritto: "cuoco". Una cosa ridicola, sì, ma la voglia di diventare un soccorritore nel nostro mare in quel momento era talmente ispirata dalla schifosa politica dei "porti chiusi". Salvini su uno come me ha l'effetto contrario a quello che vorrebbe ottenere.

MA VENIAMO A OGGI, CONCRETAMENTE

Proprio l'altroieri queste mie email hanno avuto alcune risposte. Greenpeace mi invia una petizione da firmare, dicendomi che possiamo fare tanto anche "da casa". E rimanda tutta la mia rabbia e la mia disperazione a questa firma. Sono stati comunque gentili e nella sostanza credo che costringere l'Europa a imporre ai nostri imprenditori il divieto di importare materie dal Brasile sia un passo doveroso della politica italiana e continentale. 

Qui, se volete, potete firmare anche voi:

https://attivati.greenpeace.it/petizioni/foreste/


Anche Amazonia onlus mi risponde. Molto gentili, pure loro, ma anche da parte loro non c'è alcuna proposta a rendere concreto il mio desiderio di partecipazione fisica alla lotta contro la deforestazione. Mi si propone tuttavia di partecipare artisticamente, mettendomi a disposizione come montatore video, dato che recentemente ho pubblicato un mio video e loro l'hanno visto. Una carrellata di immagini, anche imponenti, come le fotografie di Salgado, ma soprattutto terribili, dove si vedono gli incendi e si immaginano gli effetti che questi possono avere sugli alberi e su tantissimi animali. Ma poi, in questo mio video, c'è, come in un sogno utopico, una ripresa della foresta, e della Terra, sentiamo allora le due voci unirsi e parlare. Forse è il solito canto ripristinato, forse è un grido di aiuto... non so. Primariamente è un'opera di musica, a cui ho poi associato un mio video con dei versi poetici per renderla maggiormente fruibile; ma ciò non toglie di vederla solo con le orecchie, chiudendo gli occhi e lasciandosi guidare, come faccio io quando ascolto un mio brano musicale.  

Insomma...

chi ha una coscienza o chi vuole farsene una, ed è ancora in giovane età, dovrebbe informarsi come faccio io e anche meglio. Andando a parlare con queste ONG, aggregandosi a quei volontari, e stare già là, in Amazzonia, prima che sia troppo tardi sia per il suo futuro sia per quello del mondo intero. Là, al fianco di quei brasiliani che con umili secchi o manichette di vigili stanno combattendo il più terribile incendio della storia e del dopostoria.  

Da questa coscienza e disperazione è nata in me questa musica: 

 https://www.youtube.com/watch?v=ndaHy7GfNQ8



domenica 2 gennaio 2022

Appunto per un diario di nessuna rivoluzione, oggi come ieri in questo cattolico e democratico Natale 2021

  

 

Il pischelletto          ছেলে

 


Il pischelletto del Bangladesh al semaforo:                          

 সিগনাল বাংলাদেশের একটা ছেলে

la dignità dell’Uomo   ancora   nel mondo.

মানুষের মর্যাদা      এখনো      পৃথিবী

Io so-no Ro-ma    tr-e me-si*

আমি রোম আছি    তিন মাস দরে

e     gli verdeggia    il marrone del viso

এবং  বাঁক সবুজ   বাদামী মুখ

e   il sorriso , nella miseria, è più bianco;

এবং   হাসি , দরিদ্র  , আর অনেক সাদা

i capelli d’un nero lucente,    gli occhi vivi

চুল চকচকে কালো  , উজ্জ্বল চোখ
e    dietro le spalle     ossute    lo Stato.

এবং   তার চিকন শরীরের পিছনে একটা রাষ্ট্র

A piazza   S. Giovanni in Laterano

বর্গক্ষেত্র S.Giovanni in Laterano  

lo Stato Democratico e quello Cattolico

গণতান্ত্রিক রাষ্ট্র ক্যাথলিক

si tengono per mano.

দুই দলের এক মাথা

A piazza S. Giovanni in Laterano

বর্গক্ষেত্র S.Giovanni in Laterano 

tutti sanno che c’e’ la Bibbia e  i Vangeli

সবাই  জানে   বাইবেল গসপেল

i diritti dell’Uomo  e del Cittadino

মানবাধিকার  এবং নাগরিকতা

la Costituzione della Repubblica

প্রজাতন্ত্রের সংবিধান

e tutti i Codici  e le leggi vigenti.

এবং সব কোড আর   আইন আছে

Ma  i suoi amici  più anziani di lui

কিন্তু    তার বন্দুরা যারা অনেক পুরোনো

mi schivano,   aspri e paurosi.

তার তেকে দুরে সরে যাই ,   তিক্ত এবং ভীতিজনক
Forse conoscono   il Vangelo   del Reale 

মনে হই ওরা জানে  ধর্মবাণীর   বাস্তবতা

per cui immigrare è sia un reato

যার জন্য মনে করে অভিবাসন একটা অপরাধ

che un peccato mortale,    mentre lui

এবং একটি মরা পাপ,  তিনি যখন,

dal suo   Vangelo   interiore ci sorride

তার থেকে     ধর্মবাণী   অভ্যন্তর , হাসি

come fossimo turisti,  noi Padroni.

আমরা পর্যটকদের হলে  ,    আমাদের কর্তা





Traduzione in lingua bangladese svolta dal giovane meticoloso Deepu





venerdì 17 settembre 2021

 





 

 

Io mi vaccino perché tutte le ragioni contrarie o favorevoli non mi scalfiscono più

Io mi vaccino perché queste ragioni le ho ascoltate e valutate

Io mi vaccino perché l'emergenza s'impone sulla ragione

Io mi vaccino perfino contro la ragione

Io mi vaccino contro la propaganda

Io mi vaccino perché boicotto la televisione e quindi non sento propaganda

Io mi vaccino per emergenza

Io mi vaccino contro la paura

Io mi vaccino perché all'inizio non volevo vaccinarmi

Io mi vaccino perché non volevo ammettere di avere paura dei vaccini e ancora ne ho

Io mi vaccino perché poi ho raccolto il coraggio ma in fondo sono un po' vigliacco

Io mi vaccino contro la vigliaccheria

Io mi vaccino perché poi ho capito che le due propagande in atto permettono una buona riflessione

Io mi vaccino perché non credo si debba troppo riflettere mentre la nave affonda

Io mi vaccino perché il colore delle scialuppe in questo momento è secondario

Io mi vaccino perché spero che affronteremo ogni responsabilità e verità ma in altra sede

Io mi vaccino perché voglio essere persona concreta e pratica

Io mi vaccino perché non voglio filosofeggiare né parlare mentre le persone muoiono

Io mi vaccino perché potrei essere veicolo di morte o morire io stesso

Io mi vaccino perché è innegabile questa morte diffusa con mietitura crescente

Io mi vaccino perché l'innegabilità è dimostrata dai No-Covid diventati No-vax

Io mi vaccino perché troppi parlano

Io mi vaccino perché la prima propaganda non mi illude sull'amor di popolo da parte dello Stato

Io mi vaccino perché la seconda propaganda non mi inganna pur non dichiarandosi di destra

Io mi vaccino perché credo che lo Stato non sia solo Mario Draghi e il suo clan di criminali

Io mi vaccino pur sapendo di fare un favore a un produttore di merce

Io mi vaccino perché  ho ascoltato il laconico sindaco di Napoli alla radio che diceva "ospedali pieni"

Io mi vaccino pur sapendo che la politica italiana degli ultimi decenni ha compromesso gli ospedali

Io mi vaccino perché credo che la politica dello Stato sia anche la sincerità di qualcuno

Io mi vaccino perché ho votato il Movimento 5 stelle e lo rivoterei per selettiva fiducia

Io mi vaccino perché il sindaco napoletano Luigi De Magistris è un uomo palesemente sincero

Io mi vaccino perché Virginia Raggi è sempre più competente e matura

Io mi vaccino perché vorrei che gli ospedali tornassero a svolgere la loro funzione

Io mi vaccino perché rischiamo che l'intero stato sociale vada in tilt

Io mi vaccino perché vorrei che il virus fosse debellato

Io mi vaccino perché il vaccino al momento è l'unica possibilità che abbiamo in tal senso

Io mi vaccino perché ho già aspettato e il tempo passa

Io mi vaccino perché non possiamo aspettare altri antidoti al momento non disponibili

Io mi vaccino pur sapendo che il vaccino è "sperimentale"  

Io mi vaccino pur sapendo che Bill Gates guadagna con la vendita dei vaccini

Io mi vaccino pur sapendo che non è solo Bill Gates e che Gates è forse uno dei migliori

Io mi vaccino pur sapendo che i vaccini sono un vero affare miliardario

Io mi vaccino pur sapendo che lo Stato spende soldi in vaccini che dovrebbero esser gratis

Io mi vaccino pur avendo ascoltato le parole di Sabin sulla gratuità del suo vaccino contro la polio

Io mi vaccino anche se i vaccini dovrebbero sempre essere gratuiti

Io mi vaccino anche se lo Stato italiano e l'Europa sono a tutti gli effetti entità capitalistiche

Io mi vaccino anche se credo nel "complotto" di questi signori contro i popoli e le persone

Io mi vaccino perché Joe Biden ha proposto e insiste per la sospensione dei brevetti

Io mi vaccino perché Joe Biden ha dimostrato che la politica non è solo un complotto contro di noi

Io mi vaccino perché in questo caso non possiamo essere complottisti dignitosi

Io mi vaccino perché fare un favore a Pfizer è meglio della morte di milioni di persone

Io mi vaccino anche se fosse una sola persona a morire di COVID-19

Io mi vaccino perché la mia idea politica non può farsi complice del virus e della morte

Io mi vaccino perché Bill Gates mi è odioso ma è colui che ci dà i vaccini

Io mi vaccino perché Bill Gates ha investito molti miliardi nella ricerca vaccinale 

Io mi vaccino anche se Bill Gates ha guadagnato con il vaccino molto più di quanto ha investito

Io mi vaccino perché se Joe Biden sospendesse i brevetti forse Bill Gates investirebbe sul petrolio

Io mi vaccino perché uno come Jair Bolsonaro investe i suoi soldi nella distruzione dell'Amazzonia

Io mi vaccino pur sapendo che il denaro è peggio del peggior virus

Io mi vaccino pur sapendo che il capitalismo significa dipendere dai capitalisti

Io mi vaccino anche se la ricerca vaccinale dovrebbe essere svolta solo dallo Stato

Io mi vaccino sapendo che negli USA la ricerca vaccinale è anche svolta dallo Stato

Io mi vaccino perché il capitalismo ha vinto ovunque e già è tanto se abbiamo uno Stato

Io mi vaccino perché in questo frangente tutti sentiamo l'esigenza dello Stato, perfino i capitalisti

Io mi vaccino perché odio il capitalismo e credo nello Stato

Io mi vaccino perché credo nello Stato ma non in questo Stato

Io mi vaccino perché provo un crescente disprezzo verso il genere umano eppure credo in tutti noi

Io mi vaccino perché non sono affetto da sfiducia cronica o altri disturbi da negazionisti

Io mi vaccino anche se non mi fido

Io mi vaccino perché essere assolutistici o aprioristici e dire "non mi fido" è sempre sbagliato

Io mi vaccino perché nella sfiducia allignano virus peggiori di questo

Io mi vaccino perché ovviamente tutti i ricercatori non sono uguali

Io mi vaccino perché non fidarmi dei ricercatori onesti sarebbe indegno e ingiusto

Io mi vaccino pur sapendo che vi sono ricercatori al soldo delle multinazionali

Io mi vaccino pur potendo fare i nomi di questi ricercatori e di queste corporations

Io mi vaccino perché ho visto degli striscioni di Casa Pound riciclati dai No-vax

Io mi vaccino perché non voglio fare un favore a Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Io mi vaccino perché la destra preme contro la vaccinazione in atto e le regole connesse

Io mi vaccino perché so quanto alla piccola borghesia del nord non piaccia avere regole

Io mi vaccino pensando a quei ristoratori che hanno aperto i loro negozi durante i lockdown

Io mi vaccino perché so che si stanno facendo rappresentare dalla destra leghista e fascista

Io mi vaccino perché so che il capitale chiede mobilità e deregulation

Io mi vaccino perché io credo nelle regole

Io mi vaccino perché credo nelle regole, contro la libertà del capitale

Io mi vaccino pur sapendo che il governo di Mario Draghi soddisfa il grande capitalismo dei farmaci

Io mi vaccino ma pretendo che siano sospesi tutti i profitti sui vaccini, sui tamponi e sui d.p.i

Io mi vaccino ma pretendo che sia fatta una battaglia di verità sulle origini del covid

Io mi vaccino sospendendo la mia idea personale in merito

Io mi vaccino anche per una sorta di "ama il prossimo tuo"

Io mi vaccino pur essendo in perfetta salute

Io mi vaccino sicuramente per senso di collettività

Io mi vaccino perché nessuno debba contrarre anche solo una tosse per via delle mie idee

Io mi vaccino perché non fumerei tra non fumatori

Io mi vaccino forse anche perché non fumo e sono un salutista

Io mi vaccino perché la salute è una cosa "pia e santa"

Io mi vaccino perché al primo posto c'è la salute

Io mi vaccino nonostante la coercizione dello Stato

Io mi vaccino perché la coercizione è implicita nelle regole e non è mai cosa astratta

Io mi vaccino pur sapendo che la coercizione è implicita e subdola nel regime capitalista

Io mi vaccino perché i semafori rossi servono quanto i semafori verdi

Io mi vaccino perché anche le automobili sono prodotte da gentaglia

Io mi vaccino perché le carte di credito sono un favore alle banche ma nessuno le contesta

Io mi vaccino perché non c'è un No-vax che sia disposto a scendere in piazza contro le banche

Io mi vaccino perché non c'è un No-vax che sia disposto a boicottare le industrie automobilistiche

Io mi vaccino perché ho visto la foto di Agnelli con Rockefeller durante una riunione del Bilderberg

Io mi vaccino perché chi si dà una regola rinuncia un po' a se stesso

Io mi vaccino perché il diritto è fratello del dovere

Io mi vaccino perché ogni società si fonda sulla rinuncia alla propria libertà individuale

Io mi vaccino perché un sistema sociale senza una società sarebbe un controsenso

Io mi vaccino perché il sistema sociale rischia il tracollo e questo è il sogno dei capitalisti

Io mi vaccino contro l'individualismo e l'egoismo

Io mi vaccino contro l'edonismo

Io mi vaccino perché tra i primi focolai di contagio vi sono le cosiddette movide 

Io mi vaccino perché le movide sono una diversione contagiosa

Io mi vaccino contro l'alcoolismo pandemico

Io mi vaccino contro il senso d'irresponsabilità generale

Io mi vaccino contro l'infantilismo pandemico

Io mi vaccino perché vi sono medici che non si vaccinano

Io mi vaccino perché il vaiolo è stato sradicato grazie ai vaccini

Io mi vaccino pensando che da quando i vaccini non sono più obbligatori sono diventati polemica

Io mi vaccino pensando che quando gli Stati nazionali erano solidi si assumevano responsabilità

Io mi vaccino pur sapendo che gli Stati non vogliono farsi responsabili di vaccini sperimentali

Io mi vaccino pur sapendo che i produttori di vaccini premono per mantenersi "irresponsabili"

Io mi vaccino pur sapendo che è stata tutta una corsa ai vaccini

Io mi vaccino pur sapendo che lo Stato italiano ha scelto per vaccini degli OGM

Io mi vaccino pur essendo contrario agli OGM

Io mi vaccino sebbene io sia un boicottatore di prodotti che riportano la dicitura "mais modificato"

Io mi vaccino sebbene io sia un boicottatore di prodotti con "olio di palma" o "palmisti"

Io mi vaccino pur essendo io un campione del boicottaggio

Io mi vaccino pur sapendo che qualcuno è morto di vaccino

Io mi vaccino perché moltissimi farmaci hanno l'"esito di morte" tra gli effetti collaterali annoverati

Io mi vaccino perché perfino l'unguento esterno per occhi EXOCIN ha esito di morte    

Io mi vaccino pur sapendo che potrei ammalarmi di vaccino anche ora o domani

Io mi vaccino pur sapendo che non potrei rivalermi né contro lo Stato né contro la Johnson & Johnson

Io mi vaccino pur sapendo che non posso scegliere il vaccino

Io mi vaccino propugnando la possibilità di farlo

Io mi vaccino pur sapendo che non usiamo vaccini cinesi o russi per via di intrallazzi economici

Io mi vaccino sentendo aleggiare su di me le ombre della Lagarde e della Von Der Leyen

Io mi vaccino sapendo di essere chiuso in un ingranaggio dell'FMI

Io mi vaccino pur assistendo al caos della sanità

Io mi vaccino malgrado le contraddizioni tra virologi

Io mi vaccino nonostante i seri dubbi di qualche ricercatore

Io mi vaccino perché ho fatto mio l'appello accorato di un infermiere

Io mi vaccino malgrado l'incompetenza e l'incertezza di alcuni medici

Io mi vaccino perché i familiari non possono neanche vedere i loro morti

Io mi vaccino perché il personale sanitario è molto più a rischio di me

Io mi vaccino perché non devo aspettare che diventi legge per doverlo fare

Io mi vaccino perché so che in Africa non hanno nemmeno le nostre carenti strutture

Io mi vaccino perché il virus ha bisogno di ospiti non vaccinati per replicarsi e mutare

Io mi vaccino perché la mia compagna ha un apparato respiratorio fragilissimo

Io mi vaccino perché un mio conoscente ha perso entrambi i genitori

Io mi vaccino malgrado la mia compagna si sia vaccinata 

Io mi vaccino sapendo che in lei c'è Moderna ovvero un OGM che crea una Spike sintetica

Io mi vaccino sapendo che questi vaccini sono frutto di una scienza frettolosa o ricerca affrettata

Io mi vaccino sapendo che con l'idrossiclorochina ci si potrebbe curare bene perfino a casa

Io mi vaccino perché credo che non si possa aspettare di ammalarci per curarci a casa

Io mi vaccino contento che l'AIFA abbia accettato l'idrossiclorochina come cura a carico del SSN

Io mi vaccino sapendo di non saperne nulla dell'idrossiclorochina e dell'AIFA

Io mi vaccino pensando che a parlare di COVID-19 sono soprattutto giornalisti più ignoranti di me

Io mi vaccino e spero lo faccia anche mio fratello, ma per volontà propria

Io mi vaccino pensando a mio fratello che vede i No-vax in tv

Io mi vaccino anche perché troppi No-vax sono liberi professionisti terribilmente antipatici

Io mi vaccino perché sento l'imminenza della catastrofe

Io mi vaccino sentendo tutto il peso della discriminazione tra vaccinati e no

Io mi vaccino sapendo che lo Stato italiano è colpevole di questa discriminazione

Io mi vaccino sapendo che nessuna propaganda mi soddisfa

Io mi vaccino perché la propaganda è sempre e solo fine a se stessa

Io mi vaccino ma vorrei che le frontiere agli altri vaccini si aprissero

Io mi vaccino ma vorrei che venisse alla luce la verità sugli accordi sottobanco

Io mi vaccino ma vorrei che il virus non fosse stato creato proprio dai ricercatori

Io mi vaccino ma vorrei che non esistesse un colpevole della morte di milioni di persone

Io mi vaccino ma spero che i ricercatori si ribellino contro le multinazionali farmaceutiche

Io mi vaccino ma spero che i laboratori non si prestino a nessuna guerra

Io mi vaccino e non mi sento di accusare la Cina e nessuno

Io mi vaccino e non posso nemmeno accusare gli Stati Uniti di Trump

Io mi vaccino come un ignorante

Io mi vaccino perché il mondo non si fermi di nuovo per improvvisi lockdown

Io mi vaccino pur sapendo che l'economia capitalista è talmente fragile da temere i lockdown

Io mi vaccino sapendo che molti lavoratori sono stati colpiti a morte dai lockdown

Io mi vaccino pur avendo un ottimo ricordo della mia vita durante la pace dei lockdown

Io mi vaccino non per fare un favore all'economia e alle sue "resilienze"

Io mi vaccino pensando al recente golpe del governo italiano effettuato da banche e massoneria

Io mi vaccino pur pensando ai lockdown come a delle resilienze del nostro pianeta ferito a morte

Io mi vaccino ma durante il lockdown qualcuno parlò giustamente di "ecologia vincente sull'economia"

Io mi vaccino pur sapendo quanto un fermo economico sia il sogno del nostro pianeta

Io mi vaccino come un comunista che si fa iniettare un vaccino capitalista

Io mi vaccino come un ente della Natura che in quanto tale aborre il capitalismo

Io mi vaccino malgrado rimpianga le meduse tornate nella laguna di Venezia   

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Il successo non è Amore

il denaro non è Rispetto

"Ama il prossimo..." 

detto come fosse legge

e scolpito su metalli e pietre

e i popoli che vi inneggiavano;

l'amore non era una cosa piccola

come questo suo omonimo. 

La cosmesi non è Bellezza

come Grandezza non è forza,

non è commissionare stragi;

questi gruppi, questi club...

i 300, i 30, i 3 che decidono

e i loro numeri della cabala

che sono superstizioni loro,

di uomini "razionali".

L'egemonia non è Democrazia,

l'esercito non è il Popolo

e queste SS (servizi segreti) sono il nulla . 

Kissinger che ha ucciso Pasolini e dopo 3 anni Aldo Moro

Kissinger ex-nazista che dice di provare stima per Napolitano...

tutto questo non è Democrazia 

ma è il nulla;

e non è Gioia Di Vivere ma picciolo benessere

fatto della picciolezza del denaro;

e questo potere finanziario

che si dice liberale o liberista e professa la libertà

ma è solo sregolatezza di caos

dove il caos è nulla.

Nulla per il mondo umano

ma con risvolti convenienti per il mondo dei Kissinger e dei Napolitano

e di altri ex-nazisti ed ex-comunisti 

fondatori di caste, nobiltà nere e oligarchie.

E queste cose non sono Valori o Ideali

e non sono Storia o Cultura

ma ancora il nulla;

e la furbizia di questo capitalismo 

non è l'Intelligenza di cui siamo dotati

ma ancora il nulla;

e il sesso che contorna il denaro non è Sesso

ma stridula melopea di organi genitali

in un moto noioso e statico 

che è nulla;

e così è una pelle che sia tirata per vanità 

e non floscia per rispettabile Vecchiaia.


Ma cos'è il nulla?

Il nulla è semplicemente come la morte

e la morte è come il nulla,

nessuna vera azione vitale

in una miriade di faccende,

un silenzio sottile come lama

in fondo a un chiasso  apparente.