Diario della morte italiana

Diario della morte italiana

mercoledì 3 luglio 2019













Sea Watch



Ho cercato, fino a notte fonda (del 2 luglio 2019), un'iniziativa che fosse in sostegno della eroica nave See Watch (nella persona della sua capitana), a cui potessi disperatamente aderire. Non pensavo a una petizione, perché è troppo poco. E anche perché veramente la stavo già scrivendo, una petizione che avrei indirizzato al grassoccio leader del razzismo italiano (e della mostruosa piccoloborghesia del nord-Italia che egli ben rappresenta). Ma, ripeto, mi sembrava di fare troppo poco - e davvero lo è. In questi casi forse bisognerebbe partire subito, andare sul posto, per lanciare ai migranti i segnali di un'altra Italia. Prendersi dei giorni di stacco dalla grigia normalità asociale per agire come si deve, cioè gridando insieme con altri, sostenendo con vera socialità e non solo con firme e donazioni che in fondo ci lasciano nell'inconsistenza verbalista, che è la migliore alleata dell'asocialità.

Ma nel mare grigio di internet e dei mass media, solo la barchetta-petizione di Micromega mi è venuta incontro, quindi vi sono salito a testa bassa, ma senza esitare, e l'ho firmata. Oggi si può dire che è scaduta, perché Carola è stata liberata. Ho firmato questa petizione anche se dice chiaramente che il M5S - in cui nonostante tutto ancora credo - sta sbagliando, ed è vero. "Di Maio è accucciato sotto Salvini", testualmente. Ma è anche vero che nessun'altro pezzo forte del M5S a parte qualche voce sporadica e lontana si è levata a favore della Nave. Addirittura il MoVimento ha ritirato l'audizione in Parlamento alla sua capitana, su richiesta della Lega.

Ma non è questo il punto. Tutti noi stiamo sbagliando, se non gridiamo con la nostra voce "i porti sono aperti"! Perché i porti sono aperti in quanto da sempre sono luoghi aperti, guai se così non fosse! Avete mai visto un porto chiuso? O con degli orari di apertura? I porti non sono banche, anche se lo stanno diventando, come tutto il resto inglobati dal Sistema Bancario.

Nelle varie ricerche da me svolte nella feroce notte di ieri, in cui mi sono sentito davvero solo in mezzo al mare, mi è capitato di approfondire alcuni casi di violenze recenti commesse da minori in Italia. Ho letto di una babygang di Venezia che ha pestato tre bagnini, mentre un'altra babygang ha da poco ucciso un uomo anziano a Manduria (Taranto), e poi ho letto di altre, molte altre babygang sparse per il nostro Paese. E questo mentre viviamo un crollo demografico storico. Anche a Roma impazzano branchi di minorenni senza scrupoli, e già questa frase è orripilante ( si vedano gli ultimi fatti dei Parioli, di Torrevecchia, di via Cessati Spiriti, ecc.).

Ecco i figli di questa borghesia benpensante e indifferente che ha chiuso le proprie mentalità così come ha chiuso i nostri porti, e nei comizi urla e scimmiescamente salta: "chi non salta clandestino è" (vedi i comizi della Lega). Borghesia che in piazza si produce in frasi anche peggiori, che qui non voglio ripetere (vedi la manifestazione della Lega a Bologna https://www.youtube.com/watch?v=7U332BZjRR8 ). Gente capace solo di voltare la testa e indicare la diversa razza, la diversa religione e questa ondata di poveri come un male; oppure, mentre è priva di un senso concreto nel sentirli e trasmetterli, usa comunque chiamarli "valori", questi pseudoconcetti con cui alleva i figli-mostri. Valori umanitari che dall'altra parte, il PD, ha ridotto a vocaboli vuoti e sterili inglobandoli per tempo nel frasario bancario: "extracomunitari","flussi", ecc. (ricordiamoci che nel 1997 il ministro degli Interni Napolitano  mandò la polizia a manganellare i fuggitivi albanesi sbarcati in Puglia).

Ecco allora che la nave See Watch d'un tratto sperona le nostre coscienze, e le putride mentalità di questi italiani. Ma invece di tacere e cercare di comprendere, ecco che il leader di questi italiani con la I maiuscola - colui che è scampato al processo relativo ai fatti della nave Diciotti; un processo che lo avrebbe inchiodato alle proprie miserie, ovvero omissione di soccorso e contravvenzione alle norme internazionali che regolano il soccorso in mare - inveisce, gongola, si atteggia, forte dell'uso della legalità. Ma che non è legalità, bensì legalismo, cioè un'esaltazione schematica della legge. Ma non sempre la magistratura è così schematica e fascista come ci si attende, e Carola è stata liberata.

Il ministro dell'Interno ama giocare a braccio di ferro? E va bene. Ma oggi gli abbiamo spezzato il braccio!

Tra il 1861 e il 1985 sono emigrati più di 29 milioni di italiani, per diffusa povertà e voglia di riscatto, ed oggi che siamo un paese benestante ritiriamo la mano davanti a chi ce la chiede?

Dall'ottobre del 2013 all'ottobre del 2014 abbiamo visto l'operazione "Mare nostrum", dove la Marina Militare italiana svolgeva un'immensa azione di salvataggio, oltreché di ostacolo alla speculazione sui migranti che partivano dalle coste libiche. Ma anche questo progetto è sfumato, nell'ultima offensiva post-fascista. Il post-fascismo è oggi molto concreto e massiccio, e non è più solo ideologia, o nostalgia del passato ma è il vero presente italiano. L'Italia è oggi invasa da fascisti di ogni sorta, e non certo da gente umanitaria come Rakete. Il ministro Salvini continua a parlare di leggi infrante dalla Sea Watch,e alla banchina portuale di Lampedusa l'ex sindaco leghista di Linosa (Angela Maraventano) e altri camerati leghisti vomitano contro l'equipaggio della nave, portando anche insulti sessisti a Carola e alle altre donne dell'equipaggio ( vedasi: https://www.youtube.com/watch?v=DIZXVm5gxo0    e:  https://www.youtube.com/watch?v=p8N9LrCGT8k), perfettamente in linea con la tipica volgarità goliardica e maschilista dei vecchi fascisti. Neanche su questo si sono evoluti.  E tutto ciò mentre l'equipaggio stendeva un lenzuolo con sopra dipinto un cuore grande e rosso.

Una nave come See Watch pone una questione immensa, che va al di là della legge ma la comprende. E' il problema se siamo umani e quanto siamo umani.

In un "vuoto normativo", come dicono gli avvocati, Sea Watch supplisce privatamente all'intervento degli Stati nei confronti dei naufraghi, ovvero dei migranti in difficoltà.

Nessuno penserebbe mai di salvare dei naufraghi in modo "professionale", mentre Sea Watch lo ha pensato. Ma qui non c'entra la professione, dato che si tratta evidentemente di vocazione. Del resto lo hanno detto mille volte gli stessi fascisti: Carola è "ricca", ha la "panza piena", ecc (come se questi fascisti non avessero la panza piena! Basta vedere i conti della Lega, i 49 milioni intascati da Belsito e Bossi con maxi-truffa ai danni dello Stato, con condanna confermata a 3 anni e 9 mesi di carcere). 

Una nave autofinanziata non ha bisogno di lavorare come facciamo noi, che comunque riempiamo la nostra panza, ognuno a modo proprio e non abbiamo il diritto di additare gli altri per il nostro stesso benessere.

Dubitate forse della vocazione? Non è forse un vero prete o un vero poeta qualcuno che agisce seguendo la sua vocazione? E non vorrei che lo Stato si sostituisse ai poeti, ai religiosi e agli sportivi e a chiunque esprimesse una vocazione. Pertanto io non parlerei di vuoto normativo, o meglio non lo farei riempire dallo Stato. Benvenga che ognuno, nel suo piccolo, sia grande. Benvenga questa donna  tedesca che ha deciso di prendere il mare e la qualifica di comandante. Invece di delegare allo Stato, lei e il suo equipaggio sono persone che hanno il coraggio di operare secondo le loro coscienze. Prima di questa missione, che è parola quasi religiosa - ma non siamo forse nel campo della carità religiosa? - Carola Rakete era attivista sulle navi di Greenpeace, ed anche questo prova quanto dico.

Proprio come un profeta deve camminare e parlare alle persone, o come faceva il filosofo Socrate, Sea Watch deve salvare i migranti naufraghi nel Mediterraneo. E questo la porta sia tra il detto vuoto normativo sia tra le leggi infelici esistenti, che automaticamente vengono urtate. Ma la sua filosofia è di ferro come il suo volto sereno. E' il volto di questi leghisti che non è sereno, ma è sconvolto dall'odio. Eppure io sono sicuro che se la Sea Watch incontrasse un gruppo di naufraghi leghisti che avessero perso la bussola, li salverebbe comunque. 

Ma a parte gli scherzi, molte menzogne sono state dette per confutare la buona fede di questo naviglio e condurlo nelle acque mefitiche della propaganda. Ora mi aspetto solo che qualche segreto inviato del Ministero della Difesa o degli Interni vada a collocare della droga a bordo della nave, o delle armi, dato che tra la Libia e l'Italia vi è un vero traffico di armi, ma nessuno ne parla. Come tra la Francia e la Libia, ma il governo francese nega. Ma come, l'Europa non è impegnata a stabilire la pace in Libia? 
Ecco perché la Sea Watch ha definito la Libia "un porto non sicuro" per attraccare. L'autoritarismo libico avrebbe già ucciso questi suoi fuggitivi. E dunque questa considerazione del nostro Paese come un porto sicuro è un fatto meraviglioso, che dovrebbe inorgoglirci. Probabilmente in questo momento, mentre si trova agli arresti domiciliari, la fiducia della Rakete nei nostri confronti starà lottando con l'odio con cui alcuni di noi l'hanno accolta.  

Io credo che Sea Watch sia la battaglia umana e civile più interessante degli ultimi anni. Quello che il Partito Radicale non è più in grado di fare. Un partito di cui resta solo una radio che oggi parla senza sosta dell'evento Sea Watch. E questo significa che ho ragione a pensare che Pannella era un'altra cosa, almeno finché non si è alleato con Berlusconi.

Sea Watch è carità. Ciò che la Chiesa Cattolica non è più in grado di esprimere. Eppure la nave è attraccata proprio qui da noi, nel cuore della cristianità. Dov'è finito, mi chiedo, quel sentimento cristiano? E soprattutto: chi può dirsi veramente cristiano in questa Italia di Salvini e Maraventano? 

Sea Watch è l'ultimo baluardo umano e colorato in questo mare disumanizzato e grigio. Ma queste sono solo parole, mentre sono i fatti a scrivere le cose. Leggo dal loro sito che Sea Watch ha salvato finora 35.000 persone sperdute in mare (https://sea-watch.org/it/), mentre i megafoni posti sull'Italia continuano a vomitare insulti e menzogne - ma questa volta non contro la Rakete bensì contro di noi, come sempre. Dicono che siamo un Paese "sommerso da migranti" e ciò è semplicemente assurdo,  falso e strategico. I megafoni della propaganda non dicono che vi sono Paesi africani (inclusa la Libia) dove nessun essere umano vivrebbe. Paesi dove hai paura a camminare per la strada. Paesi dove noi occidentali abbiamo distrutto tutto portando la "pace"; dove abbiamo posto "presidenti fantoccio" che affamano e tengono sotto scacco intere popolazioni per la nostra fame: di petrolio, oro, diamanti e ogni altro bene. 

Chi paga il nostro tenore di vita sono questi popoli, e lo fanno da secoli, dal vecchio colonialismo al nuovo. E chi si oppone all'infamia ricattatrice del "debito pubblico" viene ucciso (vedi Thomas Sankara). 

Dal 1961 al 1985 gli italiani emigranti sono stati 29 milioni, ed oggi che siamo un paese benestante ritiriamo la mano davanti a chi ce la chiede? Io mi domando: quanto ci possono costare diecimila o centomila piatti di minestra? O anche fossero un milione! 

E domando a te che leggi queste mie parole, che dunque sei un naufrago come me: 
SE TU VOLESSI CAMBIARE VITA CERCANDO RISCATTO IN UN ALTRO PAESE E OGNUNO TI CHIUDESSE LA PROPRIA PORTA IN FACCIA... a quale conclusione arriveresti? 
Io sono arrivato alla conclusione che almeno c'è la Sea Watch, a ricordarti che non sei solo.























venerdì 24 maggio 2019









La primavera è qui, in strada
Non sembrava dal tono dell’aria,
dal cemento chiuso, dalla nuvola dura
ma poi uscendo così, spoglio di istinti e saperi
come un robot comune che ruota la testa male,
colmo di immondizia decennale tra le fiere giunture
l’ho vista
in carne e ossa
la primavera fresca
contro l’immenso cemento, contro il ristagno, contro l'afa

Fanciulla di cui abbiamo nostalgia

Perché non ti abbiamo più vista?
Vivaldi ti canta ancora passando in radio
o nel centralino del Comune di Roma,
ma il passato, che oggi è dei neofascisti, è diventato così volgare
tanto che Botticelli è in mano a Sgarbi, che orrore!
Non ti abbiamo più vista perché sei da sempre zingara stanziale
e gli “zingari stanziali” non li vogliono, li insultano,
e allora tu ti nascondi
e quindi io ti ho vista, perché ti sei nascosta a loro,
e ciò che si cela a quelli è visibile a me, anzi è mio,
senza la scritta che dice “LADRA”
senza quel cartello al collo
in carne e ossa, occhi nocciola tra occhi falsamente azzurri



















mercoledì 22 maggio 2019












So che è arrivata l'epoca delle identità colossali
costituite da Propagande 2, 3, 5
(qui avrei potuto dire costituite da  immagini di televisori e video;
da scorie di affaristi, zombies milanesi e transnazionali,
massoni e paramassoni puttanieri e i loro chirurghi plastici...
ma sta a voi approfondire cosa sono queste decennali Propagande)  

So che queste identità sono per lo più indefinite, sparpagliate in sé,
spacciate da gente vana al soldo, trafficanti di anime.
Non solo corpi, come nel vecchio fascismo, ma un intero mistero.
Anche quell' adolescente gangster fascistello italiano tutto tatuato
che non sembra italiano e che urla "negro ti spengo col ferro"  
mette tutto se stesso in questa Identità di mille Nazioni aggregate in gang

So che un vento appena discreto sfalderebbe questi colossi
ma il vento non viene, né del resto c'è sufficiente aria tra i blocchi
a generare sbuffi freschi  - come a primavera quando la primavera esisteva
ed ero appena poeta  alla metà degli anni '80 e nuove poesie e nuovi fiori
erano la spuma della mia anima adolescente; e cercavo dire periferie
con pochi amici per niente criminali, non iniziati alle Droghe dei Nazionalisti

continua
(ma nel segreto della mia casa)


















giovedì 28 marzo 2019







La lingua della vita e dell’arte (l'affermato cinema d'oggi)


L'idea di fondo c'è in ogni cosa, è la sorgente. La lingua stessa nasce dall'idea pura di comunicare. 
Un'idea pura e semplice, perché dal puro e semplice nasce tutto. Poi c'è l'idea d'oggi, e da questa l'arte d'oggi, la comunicazione odierna, ecc. 
Insomma: dall'idea pura e semplice come l'acqua all'idea distorta e malata. Nella seconda riconosco molti artisti e intellettuali d'oggi. 
Questa idea distorta, questo dolore di fondo, si pone sempre più spesso come idea originaria. Ma, sia chiaro, non intendo i Godard di ieri o le Alice Ashenbach  odierne. Non parlo dell'oscurità poetica, né della vocazione simbolista, ma di quello che si può definire l'ultimo approdo del vecchio razionalismo. Dove però alla parola approdo dobbiamo sostituire la già detta parola "deriva", cioè il caos, il non-approdo totale. Ma anche il termine razionalismo è in realtà stretto, in questa realtà ribaltata e caotica. Qui non c'entrano né Platone né Bacone né Galileo. Il vecchio procedere razionale ed empirico qui non avviene secondo enunciati e premesse logiche, ma si dà nell'illogico, nell'irrazionale, nell'inverosimile, nell'assurdo, ed, appunto, nel disturbo mentale.
Lars Von Trier, David Linch e Tarantino, pur con i distinguo da fare, sono i tre registi a cui penso. Forse i tre migliori esponenti di questo cinema mostruoso. Rappresentanti di una deriva del pensiero (applicato al cinema), comunicativa e artistica alquanto nuova. Non ravviso in loro nemmeno il vecchio serpente del solipsismo borghese. Oggi siamo all'intellettuale chiuso in sé, colui/colei che cavalca sull'asinello stanco delle proprie manie credendolo un cavallo di razza. Intellettuali per modo di dire, poiché se non v'è coscienza non v'è nemmeno la più banale e ingenua sperimentazione (empirismo). E la coscienza di sé e della propria opera qui non ha luogo. Eppure questi signori sono i nostri moderni Michelangelo, Leonardo e Raffaello. Da gente simile discendono quei rinomati quadri dal formato gigantesco con appena tre puntini di colore su tinte neutre. Ma i teleri di Tintoretto, seppure lasciati nell'indefinito, o nel non-finito (come suol dirsi), esprimevano una ragione non malata né chiusa né avulsa né solipsista anche quando il Maestro si distraeva dal verosimile e percorreva i meandri del mondo interiore. Un mondo interiore che corrispondeva sempre a una linea chiara, a una cifra tonda, a un'idea pura e semplice, tanto per tornare all'inizio. I dubbi e i marasmi, le passioni sconvolgenti e gli slanci folli appartenevano comunque a una persona sana. Pur nella sua esplosione del mondo, Francis Bacon restava aggrappato al mondo come farebbe un maestro di tai chi. I piedi sono ben saldi, Yang è ben raccolto e pesante nelle gambe d'acciaio... e dunque il respiro dell'intelletto (Qi) può scorrere. Yin e Yang, ricordiamolo, sono come luna e sole, femminile e maschile, ecc., ovvero i due opposti dalla cui armonia scaturisce la salute della persona. Probabilmente questa idea cinese pura e semplice è estensibile anche agli animali, che nello stesso equilibrio tra azione corporea e azione interiore (fosse anche il minimo istinto o il minimo sogno di pace!), fondano la loro esistenza. "Le bond sourd de la bete feroce" (Il balzo sordo della bestia feroce), scriveva l'oscurissimo Rimbaud pensando a un felino. In effetti: riuscire a produrre un ampio salto predatore senza emettere alcun suono, non è forse come il frutto di un lungo empirismo? Che in arte si chiama "sperimentazione".  L'equilibrio tra il corpo e l'intenzione è perfetto. Tra Yin, che è la crudeltà razionale dell'intenzione assalitrice, e Yang, che è  muscolarità, positività dell'azione fisica, se l'armonia è buona ecco che il gatto riesce a predare il geco. Ma anche il geco potrebbe trovarsi, in quel momento, al colmo di un'anima equilibrata, e quindi sfuggire con abilità corporea fusa al suo contrario: la testa che sogna la pace. 
Quale pace, quale armonia, quale sogno illuminano l'intelletto di questi intellettuali di cui due sono americani e uno è norvegese? I loro corpi li conosciamo, non abbiamo bisogno di vederli nudi come gechi o gatti per immaginarli. Se il corpo non riesce a predare un'idea pura e semplice è forse perché questa idea non c'è. O forse perché non è in grado, essendo pigro o non allenato. Secondo il principio daoista cinese la pigrizia e la goffaggine del corpo sempre corrispondono, nel campo mentale, alla pigrizia e alla goffaggine della mente. Sono due opposti uguali, che sempre generano un blocco. Se le gambe sono goffe la mente non può essere fresca. Anche i romani antichi predicavano un principio simile quando ammonivano: mens sana in corpore sano. Ma questo non significa che un eccellente atleta sia necessariamente un eccellente intellettuale. Né il contrario. Colui o colei avente un certo quoziente d'intelligenza non sarà automaticamente un certo atleta.
 Ecco che allora ci ritroviamo ammutoliti, al cospetto di tanta immondizia. Tanti films senza capo né coda; e se questi sono l'opera degli odierni Maestri, allora moriamo dentro, o corriamo a scrivere questa riflessione. Nel mio caso vi è della morte anche nella più energica vitalità che vivo ogni volta che mi calo nella scrittura. Questo blog non poteva non contenere la parola "morte". Ma qui la morte non è solo italiana - del nostro Paese e quindi del nostro cinema, della nostra arte e della nostra comunicazione - ma è superbamente globale.  La morte è oggi un particolare atteggiamento. Un atteggiamento dei nostri tempi. Un po' come un'usanza, una moda. Un po' come l'avere tutti il telefono cellulare in tasca. E' una sorta di possesso di massa vissuto in maniera perfettamente massiva. Chi il cellulare lo usa come telefono fisso, quella è una persona veramente diversa. La pressione culturale e sociale non l'ha scalfita, almeno per quanto riguarda quel possesso da posseduti. Bisogna poi vedere se per comprare anche solo un tozzo di pane usa la carta di credito, come un qualsiasi complice del Potere Bancario.  Bisognerà poi sottoporlo a tutti gli altri test sulla sua complicità e compromissione di sé con questa Morte Organizzata, per vedere quale sia la sua precisa posizione. 
Tu che sei l'intellettuale del momento (acclamato a Venezia e oggetto dei Cahiers du cinema) , se vuoi presentare un nuovo film - che ovviamente deve scandalizzare! -, puoi far finta di esser brillante, celando così tutta la tua intelligenza in crisi o il tuo disturbo psichico (sembra che Von Trier sia affetto da depressione cronica), oppure puoi urlare al mondo il tuo dolore. Qual dolore cui accennavo prima, apposta senza spiegarlo proprio per restare con un piede nell'oscurità. D'altronde, scrivere è soprattutto non dire, e non è mai parlare. Poco fa sono incappato nel sito web di un artista, anche insegnante di scultura, insomma: un professore, un intellettualoide  alla maniera qui considerata e, cosa ho visto? Questo tipo che, con una sigaretta, appone occhi e naso al profilo di una macchia d'intonaco su un muro scrostato. Quella macchia assume così un volto, e quindi gli fanno i complimenti, chiamandolo "professore". Ecco: con un gesto così infantile (malato d'infantilismo), la deriva del pensiero si compie. Il professore interviene su quel muro come farebbe chiunque, e già molti lo fanno con penne, pennarelli e spray, finché quella crosta intonsa - che sembrava essere là proprio per farsi disegnare, già a forma di volto - perde così la sua perfetta e fantastica verginità. Nessuno può più ideare su quella superficie vuota perché vuota non è più. Occhi e naso banalissimi, s'intende, non parliamo certo di un capolavoro. Se li avessi disegnati Leonardo o Ingres o Dalì chissà cosa ne sarebbe uscito fuori! Ma anche se li avesse disegnati un perfetto sconosciuto ricco però di una qualche forza, l'avrei riconosciuto come un dono fatto a noi tutti, e non come un ladrocinio.
    
Basta usare quegli espedienti che fino a ieri ripudiavi, e puoi essere uno scandaloso Von Trier. E questo è accaduto propriamente nel film La casa di Jack. Quei "dogmi" che rendevano interessante e geniale la sperimentazione del norvegese sono caduti tutti nell'abiura più schifosa, che è quella non voluta, e cioè di una mente offuscata. Ma un intellettuale non può permettersi una mente offuscata. E nemmeno l'ultimo regista.

No, caro mio, tu hai ceduto alla logica di Produzione. Alla Morte di tutto. Non hai solo ceduto alla tua crisi, da cui non ti sei fatto curare mentre ne avresti l'obbligo civile in quanto regista condizionante. Mio nipote di sedici anni, grande cultore di cinema, non fa che apprezzare questo pazzo. E ciò è comprensibile: chi spaccherebbe il bellissimo volto di Uma Turman con un crik? Ma, oltre alla boutade cinematografica, che può piacere all'adolescente mio nipote in quanto scandalo e ironia, si dica pure che spesso gli adolescenti odierni sono facilmente attratti dalla violenza, che li esalta quasi come i post-fascisti che ci circondano. E' l'intrinseco fascismo della Produzione commerciale, che non a caso è spesso costituita da fascisti (fossero pure meri fascisti da merci). Caro regista ex-dogmatico, pienamente americaneggiante in questo pieno fascismo americano, non ti domandare perché sei diventato così, non curare la tua depressione, non sentirti obbligato verso di noi... concentrati solo sul tuo ombelico, e procedi pure sentendoti sempre e comunque un cavallo di razza nonostante la tua trasformazione in mulo. Tu potrai sentirti ancora in vigore, e dunque in auge, come pure il tuo bieco recensore e questo tuo pubblico che non è brillante e quindi si scandalizzerà lo stesso. Questo che non è più il tuo pubblico d'un tempo. Oppure, se è lo stesso, ma con gusti triviali, è perché tu lo hai trasformato così, in combutta non voluta con altri mille intellettualoidi come te. 

Il tuo dolore è oggi così talmente serio e inglobante che è difficile cernere i prodotti artistici non falsati e minati da questo tarlo, dai prodotti davvero intelligenti. Eppure io sono sicuro, nonostante possa essere anch'io un po' in crisi o un po' scombussolato da te, che la giovane Alice Aschenbach come pure Matteo Rovere (che non ha ricevuto nemmeno una menzione per Primo re, al tristissimo premio David di Donatello) sono dei registi giovani molto più validi di te. 

Vedo in questo momento la realtà venirmi incontro. La realtà che è fuori da questa pagina elettronica e che comunque, come blog della morte, mai troppo se ne discosta. Vedo i blocchi dei caseggiati periferici dove ho smesso di cercare il popolo, e vedo i blocchi nazionalistici, che animano ormai tutta europa (scrivo in minuscolo ciò che è minuscolo). Perfino il partito europeo dei Verdi conta al suo interno diversi "blocchi nazionalistici" - così amano chiamarsi. E qui il nostro ministro Salvini non fa che ripetere tale logica bloccante, o "blocchista". Nazionalismo revanchista che è molto peggio del vecchio nazionalismo fascista, se, infatti, questa ideologia non depresse né spense ma anzi attivò i grandi intellettuali che furono poeti, filosofi e registi. Il dopoguerra poté nutrirsi della guerra, potrei dire. ma non vorrei offendere la Memoria. 

Da adolescente non avrei mai potuto essere ricoperto di tatuaggi, né avrei potuto mai far parte di una babygang, come invece sta succedendo oggi in Italia. Molti minori italiani sono ormai dei criminali efferatissimi. Anche assassini e stupratori.
Noi invece camminavamo con menti lucide ed eravamo pochi amici fraterni ma non soci, o eravamo comitive estive ampie ma non gang. Scherzavamo molto, nei modi più innocenti, per tutti gli anni '80. Eravamo una media borghesia, ma anche i figli di papà che ho conosciuto non erano dei mostri. I fatti del Circeo erano casi ancora sporadici e circondati da un'aura di incomprensibilità, d'irrealtà. Ballavamo la breakdance. Io stesso ho preso lezioni in una palestra che era lontanissima da casa mia, quando il rap non era una passerella italiana all'ultima moda, né era solo gangster americani. E comunque, perfino i rappers più violenti si ispiravano ai poeti e si facevano amare più per la loro semplicità e freschezza che per la loro prepotenza e cattiveria. Oggi leggo di due rappers romani appena arrestati (la notizia è proprio di oggi) per aver picchiato dei loro fans e un bangladese a scopo di rapina. Per farlo hanno indossato dei tirapugni.  

La poesia era la luce. Ma era anche la muscolosa lingua della lotta di Pasolini. I pugni migliori li hanno tirati i poeti. Già all'età di tredici anni ne discutevamo con gli amici. Claudio leggeva molto, la sua cameretta era una biblioteca. Non potevo frenarmi dal rubargli dei libri, che poi riallogavo di nascosto. Era per me il tempo di Pasolini, Rimbaud, Garcia Lorca, Raphael Alberti, Machado, Penna; solo più tardi vennero Ginsberg, Bachmann, e infine Dickinson.  I palazzi non erano "blocchi" e i "blocchi nazionalisti" non c'erano. La Catalogna era tutt'uno con la Spagna. Il nazionalismo era ancora ridicolo, con i capelli dei naziskin e il linguaggio triviale dell'MSI. Nessuno aveva il coraggio di proclamarsi apertamente fascista, ma lo scriveva di nascosto sui muri. La realtà, tuttavia, era già molto malata. I palazzoni-serpentoni come Corviale, che poi ha assunto l'ideologia di destra. Deserti di cemento e di molte anime trascurate dalla Sinistra, che da neutre o appena qualunquiste diventavano sempre più nere. Sul serpente di Corviale infine vedemmo lo striscione di Alleanza Nazionale, che si presentava tuttavia con un leader educatissimo e non violento. 

Non era ancora sbarcata nei porti italiani la violenza della Lega. Un misto di cattiveria, volgarità e machismo vomitevoli. Il vomito lo sentivamo bene noi poeti almeno quanto lo sentivano sulla pelle gli immigrati, verso cui l'insulto divenne troppo facile. Si costituirono pure delle "Ronde" a scopo di pulizia etnica o una cosa simile. L'unica razza accettata era quella del popolino norditaliano: piccoloborghesi da fabbrichetta.  Ma tale violenza ha fatto scuola, nel tempo, conquistando milioni di voti, più del fascismo mercantile dei vecchi capitalisti e della vecchia borghesia rampante, cui accennavo prima definendolo "fascismo di merce". Merce arrogante ed egoista, e per questi motivi anche fascinosa, che ci stava già inaridendo giorno dopo giorno fin dagli anni '60 (lo diceva Pasolini), con quel "boom economico" che ha stregato gli italiani. Poi sono venute le TV di Berlusconi, e il fascismo della merce è diventato più reale, intimo, antropologico. Le fantasie erotiche di un solo capitalista hanno modellato la sessualità di molti maschi. L'Italia, da patria di "santi, poeti e navigatori" è diventata un luogo di puttanieri, corrotti, ladri. Ma ancor peggio: un luogo ignoto, privo della sua identità vera ma con un senso nazionalistico sempre più arrogante, ipertrofico. Se la  vera nevrosi è una fissazione senza oggetto (mi si perdonino i miei vaghi ricordi di giovanili letture freudiane), ecco che l'Italia si gonfiava di nevrotici. E intanto i veri poeti si estinguevano, o portavano la loro povera pellaccia in tv, come  Alda Merini, per farsi prender in giro da quel piduista di Maurizio Costanzo
Dopo la Merini e la Spaziani, ormai scartate da ogni luogo, la poesia fu rappresentata da un cianotico Elio Pecora - uno che si accontenta della sua rivistina pagata da poveri sognatori - e infine da gentaglia come Davide Rondoni, "il poeta di Salvini". 

Tre semplici e pure idee fondavano la nostra identità, forse schematiche come sono i proverbi ma che tuttavia davano il senso di un'antichissima identità italiana popolare e rurale. In primis la religione, che era ampiamente e sinceramente sentita, un po' come ancora oggi in India, e che diffondeva quel cuore per cui poi diventammo famosi al mondo. Un cuore di persone buone, bendisposte, caritatevoli e accoglienti, e non egoiste e xenofobe. E fummo "poeti". Fu l'arte il nostro ulteriore vero riconoscimento nel mondo, almeno fino a quando il capitalismo non partorì il consumismo e poi l'omologazione in questo Consumare. E dato che l'arte è inconsumabile, la distruzione del valore stesso dell'arte fu automatica. L'arte vera implica sempre una visione non uniforme delle cose, e una messa in crisi positiva, e dunque reclama l'intelligenza e l' impegno della comprensione, e non la vanità e la depressione. Perciò la stessa gioia di vivere si è via via perduta, ed anche questa era una dote italica. 

L'intelligenza e la vitalità che animavano la cultura - dagli scrittori ai registi fino pure ai giornalisti (che talvolta erano scrittori e anche poeti, vedi Alfonso Gatto) - sono state brutalmente rimpiazzate dal grigiore dei professori universitari alla Umberto Eco, alla Vattimo e alla Cacciari; e da scrittori posti sempre più in subordine rispetto alle altre categorie, seppur ancora letterariamente rispettabili. 

Gli anni '90 e i primi anni del 2000 hanno visto in scena (nella TV normale) filosofi, critici d'arte, sociologi e altri professori di varie discipline. Questi hanno cantato inni al pensiero unico e al nichilismo, e hanno cantato l'individualismo e la frammentazione. Ricordo che un battaglione di sociologi - ogni sera ne spuntava uno diverso - ci parlava di anomia e atomismo, questi erano i termini, che ancora adesso restano patinati così com'erano di astrattezza e genericità. Del resto, come si può parlare di "anomia" - ovvero della morte dei valori di un'intera società - senza fare nomi e cognomi dei colpevoli?

Venne quindi il tempo dei VIP, di una casta culturale che non interagiva mai con la popolazione. Politici, attori, cantanti, registi, professori... non li si incontrava mai nella vita cittadina. Mai partecipavano a un'assemblea pubblica, a un evento popolare, a una festa di quartiere. La frattura tra i "famosi" e la popolazione è forse uno dei dolori peggiori che avremmo dovuto trattare in versi, nel cinema e in ogni settore della comunicazione e dell'arte. Ma è anche una lama a doppio taglio, dato che gli artisti scomodi vengono tagliati fuori da ogni possibilità di emersione. Senza contatti con la "casta" non emerge nessuno. I poteri che creano questa situazione sono il Grande Capitalismo, le Società segrete, Le Chiese politiche, a cui si aggioga la Politica coi suoi fantocci e i Mass media coi suoi giornalisti e anchorman. La P2 mirava a un unico blocco costituito da due fazioni simili ma apparentemente alternative, e questo è avvenuto. Un unico blocco di potere (superati i due blocchi realmente contrapposti di America e Russia) che non ama essere disturbato, e cos'è peggio di un artista intelligente quando si tratta di disturbare qualcuno? La stupidità è al contempo una garanzia meglio dell'ignoranza, dato che l'ignorante può istruirsi e capire mentre l'idiota resta al palo, in balia di ogni influenza.

Gli influencer già esistevano quando l'Italia veniva istupidita dai talk show e dai quiz.  Il giornalista Maurizio Costanzo lancia i suoi mostri, come Vittorio Sgarbi. Deride degli ingenui, esalta dei furbi, procura qualche scandalo. 
La nostra grande poetessa Alda Merini, della grandezza di Emily Dickinson, è stata più volte irrisa su quel palco. Ma anche il furbo Carmelo Bene si è prestato a quello schifo. 
 Ma che senso ha farsi ascoltare in questo modo? Una parola che intrattiene non è nulla e nessuno la ricorderà. Eppure è questo genere di parole che il nostro Paese ha sviluppato. E chi meglio dei politici professionisti è abile in questo campo? 

Oggi risentiamo moltissimo del verbalismo politico. Gli slogan sono uno dei più gravi nemici della ragione. Vi sono persone che si è affidano anima e corpo agli slogan, che a loro volta sono un prodotto del commercio. 

Il nostro quoziente di stupidità è stato poi aggravato dai neo-comici demenziali, che sono un prodotto televisivo. 
La RAI, seguendo l'esempio della comunicazione e dell'arte berlusconista, comincia a quindi a spogliare le ragazzine, e a "non essere più la RAI", come recitava uno dei suoi programmi. Finché è venuto il turno dei bambini, condotti in TV a fare le imitazioni, a dare se stessi per far fare audience a qualcuno. 
Quando siamo arrivati alle Isole dei famosi io ho spento la televisione, e da allora non l'ho più accesa. Non posso quindi parlare degli ultimi atti di questo particolare declino dell'intelligenza, dell'identità e dell'umanità italiane perché da oltre dieci anni ne sono fuori. 

Ma il problema della comunicazione e dell'arte distaccate dalla vita e dall'umanità è di portata internazionale. E torniamo quindi ai nostri registi e alle pure e semplici idee - di cui abbiamo bisogno per spazzare via tutta questa perdita di sé modellizzata dai Poteri riuniti.  
Prendo solo come esempio Lars Von Trier, David Linch e Quentin Tarantino, perché tutti conoscono e possono quindi considerare i film di questi premiati registi. I quali, vedendoli, ci fanno domandare subito: qual è l'idea di fondo di Inland Empire? Qual è l'idea di fondo, pura e semplice, che ha portato Tarantino a concepire Le iene, oppure altri film violentissimi e splatter con quel tono da film serio che essi hanno? L'idea pura e semplice che anima La casa di Jack, qual è? Io vedo solo il mio stupore davanti alla violenza, al non senso e al vuoto. E allora penso a Stallone, a quei film che i critici d'arte non considerano nemmeno. Rambo e Rocky, infatti, non sono pezzi d'arte, ma almeno il regista non si atteggia come un balordo intellettualoide, anzi: le sue interviste al The Letterman Show ci rivelano un uomo che non si prende sul serio, un big boy ma con il talento di chi ha saputo girare "Stayng alive". 

Io credo che questi seriosi registi super-premiati siano tutti animati dalla volontà di stupire, più che provocare. Milioni di dollari per uno stupore facile. Ma più profondamente direi che la loro volontà è quella di esaltare un aspetto della vita come la violenza o il cinismo dell’uomo contemporaneo assurgendolo al grado di valore artistico o intellettuale. Come se il colpo di un crik in faccia potesse tradursi in un bene cinematografico e collettivo, in un valore o in un qualche piacere estetico. Siamo all'estetica forzata, come quell'estetica che una società come questa - dominata dai chirurghi plastici - a forza di pubblicità e messaggi sub-liminari che trattano cellulite, rughe, curve, peli e modelle anoressiche ci istilla nel cervello. 

I nasi e i seni delle donne, come i films, sono cose enormemente importanti. Per questo mi offende e mi adira vedere quali "prodotti" di nasi e seni finti, di film e critici superficiali abbiamo di fronte. 
Superficiali e anche mediocri. Io parlo degli ultimi Von Trier (da Melancolia alla Casa di Jack) e David Linck (da Inland Empire all'ultima fiction televisiva), escludendo Tarantino, che non ha mai avuto nulla da dire e per quest'ultimo provo quasi antipatia, in quanto è per me un altro violento represso in mondo violento. Ed è un sopravvalutato. Tuttavia rientra di diritto in questa trittico perché le sue idee di fondo sono come per gli altri due, a mio avviso, non pure e semplici ma distorte; non aderenti alla realtà fuori da loro stesse, ma solipsiste. 

L'idea da cui scaturisce una lingua è la volontà o il bisogno - o il desiderio, perché no? - di comunicare. Di comunicare non solo con gesti ma in modo più "intelligente", e "bello". In questo senso all'inizio la lingua fu presumibilmente un singolo suono comunicativo, cui nel tempo se ne aggiunsero altri, poi codificati. La pura e semplice idea era rispettata, le idee distorte non avevano spazio e forse lo avevano appena gli equivoci. Ma gli equivoci sono naturali, dato che le parole non hanno sempre un senso preciso e comunque il senso stesso è una cosa interpretabile o sfumabile. Ieri il mio confinante di Paradiso mi dice: io ti consiglio di chiamare un potatore per potare gli ulivi, che richiedono un taglio generoso. Vedrai che lui te li taglia con la motosega. Allora io rispondo: tu dici "generoso", ma io direi impietoso. Tagliarli con la motosega, intendo. Lui ribatte: "generoso" significa che tu devi fare dei bei tagli cogli occhi chiusi senza stare a cincischiare a togliere rametti quando invece c'è da togliere in abbondanza partendo dai rami primari.

Ed ecco qui l'equivoco, e, se vogliamo, una diversa interpretazione della parola generoso.  Generoso significa, secondo il pratico Francesco, abbondante, copioso, senza risparmio, mentre per me la connotazione della parola è morale, in quanto io forse sono più morale di Francesco riguardo i miei ulivi, tant'è che solo l'idea di mozzarne le branche primarie mi disturba. Tuttavia, a riprova di quanto dico, il consiglio di Francesco l'ho seguito e il potatore l'ho chiamato, ma ho dovuto fermarlo all'ottava pianta da lui potata con la motosega, tanto non c'era rimasto niente di quei poveri ulivi così distrutti. Non voglio dire che la potatura in sé non sia valida né che il sig. Mario sia un distruttore, ma è proprio che mi offende moralmente arrecare tanto dolore agli alberi. Per circa quattro notti ho dormito rivoltandomi su me stesso. La mia contrizione era così seria che quando mi è salito il pianto agli occhi mi sono deciso a fermarlo e l'ho fatto senza mezzi termini spiegando a Mario che la sua potatura era "severa e io non volevo assumermi questa responsabilità di fronte a questi alberi (la cui sofferenza è ancora oggi nell’aria).” Quindi aggiungo: “Meglio che li sfoltisco io appena un po' per poi procedere ogni anno a uno sfoltimento che nel tempo porterà gli stessi risultati, ma non tutto insieme."

La lingua deve essere piana, scorrevole, altrimenti non solo si creano equivoci ma dei danni alla comunicazione, e alla mente stessa dei parlanti, i quali si infilano in una rete da cui difficilmente usciranno.                                                                                          I suddetti registi presi ad esempio stanno in quella rete, che è infine mentale, appunto, come una teoria che negli anni si ciba di se stessa e si intossica. C'è come una cattiva salute, una cattiva comunicazione in fondo alle loro speculazioni cinematografiche. Il mezzo stesso del cinema non riesce più a dire nulla se non i problemi dei propri registi, che non sono condivisibili con noi. La lingua del cinema rimane così in stallo, avvitandosi su se stessa e su problemi teorico-personali, che sono forse le stesse idee di fondo di questi films dall’aspetto conseguentemente cervellotico e pseudointellettuale.
Lars Von Trier è noto per porsi dei problemi teorici che egli non risolve né sviluppa ma che tortuosamente rimette al centro a ogni passo dei suoi film, e i passi non sono mai in avanti bensì sullo stesso punto. E ciò sarebbe anche accettabile, come ad esempio nel cinema dell’ermetico Antonioni,  se i temi proposti fossero in qualche modo affrontati come aporie,  nella loro inestricabilità oggettiva e dunque senza uno sviluppo perché le aporie non hanno sviluppo di per se stesse. Ma così non è perché nei film come Sulle onde del destino e La casa di Jack, solo per dirne due che coprono un ampio lasso di tempo artistico, c'è una trama, c'è un'apparente direzione, nonché famosi attori, ed anche una sceneggiatura tipica - a parte certi montaggi, certe inquadrature, certe associazioni di idee che sono lo stile autentico di Von trier e gliene diamo atto. Siamo quindi fuori dalla sperimentazione. Siamo in un contesto diverso, in cui tutti questi elementi non formano né uno sviluppo critico né una visione oggettiva sull'idea proposta. L'idea di fondo è imbrigliata nell'elucubrazione che nasce dal labirinto mentale del regista, il quale probabilmente non ha fatto sufficiente chiarezza dentro di sé ma si rovella nell'astrattezza, nel vago dei pensieri e delle intuizioni, che possono anche essere felici e interessanti, ma che non portano a un concetto, a una costruzione vera. Non ricordo il titolo ma c'è un film di Von trier in cui si vede un labirinto che è in realtà un simulacro di labirinto, ebbene questa è forse la forma, poverissima e frammentaria della stessa testa che ha prodotto quella cosa, e cioè del regista, che su quella cosa insiste per tutto il film con dispiego di attori, con teatralità e con bravura; ma noi sappiamo che tutti questi fattori non sono il centro né la sorgente di un film. Il centro di un film è l’idea, ripeto. Ogni prodotto artistico ha per centro un’idea. Una poesia, una scultura, un dipinto… tutti questi prodotti nascono da un’idea, sia pure un’emozione o un’intuizione, sia pure una idea semplicissima, come ad esempio “Mattina” per Ungaretti. Quel “m’illumino d’immenso” contiene una semplicissima e pura idea. Ma la poesia riesce solo se l’idea si sviluppa, altrimenti che cosa sarebbe la poesia? La poesia è lo sviluppo in poesia di un’idea, proprio come l’albero è lo sviluppo di un seme. I paralleli con la natura sono fin troppo semplici, ma anche la natura è una composizione di idee, volendo. La mattina di Ungaretti è un fatto naturale, in fondo. E’ un’idea naturale sviluppata in poesia.

Abbiamo detto che il cinema è una lingua. Questa lingua si divide in tanti segni proprio come le lingue tradizionali si dividono in vocali e consonanti, sostantivi, avverbi e via dicendo. Ma noi non siamo qui per parlare solo mediante avverbi o sostantivi, né potremmo mai comunicare senza coniugare i verbi. Potremmo dire "mangiare" e tutti capirebbero che abbiamo fame, ma non potremmo mai dire "ho già mangiato" oppure "loro stanno mangiando".

A proposito di avverbi . Ho ricevuto una lettera dell'ACEA che dice "Unitamente alla presente le inviamo..." Ormai gli avverbi sono diventati olofrastici, dominano, inglobano e intossicano la lingua come non mai. Forse sarebbe stato meglio dire "Insieme con la presente...", dove insieme avrebbe avuto tutto il sapore, la semplicità e la purezza di un parola originaria. E' immaginabile che la parola "insieme" sia stata creata per il bisogno di dire con un vocabolo solo "andiamo io e te" oppure "l'abbiamo fatto io e lei", il che toglie di mezzo tre parole con un colpo solo e rende dunque più fluido il linguaggio. Inoltre, "unitamente" indica l’unione, qualcosa di più intenso di un semplice allegato ad una lettera. Porta l'idea della compattezza. Non sto dicendo che non sia grammaticalmente corretto ma sposta il senso e il peso della frase, brucia il linguaggio e deprime la comunicazione.
Mentre dire come ho appena detto "grammaticalmente corretto" secondo me è rispettare l'avverbio e non distorcerlo o abusarne. Avrei potuto dire "sul piano grammaticale è corretto", ma non mi sarei allungato troppo inutilmente? Ecco che l'avverbio ci salva. Oggi neanche si usa più, a parte l'ACEA. Si preferisce dire "lui mi guarda duro" invece che "duramente". In questo caso l'errore ci sarebbe, se non fosse che anche l'uso ha il suo valore. L'uso, anzi, ha un valore immenso, spesso sottovalutato. Si tende ad aprire i dizionari per vedere se è più corretto dire così o cosà, e spesso per sminuire un bel modo di dire usuale.
Chi di noi infatti usa dire "è piovuto?". La maggioranza degli italiani usa dire "ha piovuto". L'uso detta la sua legge, non c'è santo! E uno come Pasolini lo sapeva bene, da linguista e poeta qual era. Dalla raccolta di poesia Trasumanar e organizzar riporto questi versi:

POUND:“Il tempo?»
DANIEL: «Buono, buono»
SINIAWSKY: «Ha piovuto molto fino a Pasqua, ma ora si è rimesso al bello»

Adesso vi faccio una domanda trabocchetto. Chi di voi si è accorto che ho scritto "insieme con" invece che "insieme a"? Ebbene, ambedue le forme sono corrette, ma qualche linguista afferma che la prima, provenendo dal latino, sarebbe più corretta. "Insieme" deriva dal latino in simul,  che si costruiva normalmente col cum (= con). Chi di voi usa la forma più corretta? Nessuno. Io mi accorgo che uso dire “insieme con” soprattutto quando scrivo, forse perché l'ho letta più che udita. E qui veniamo a un altro fatto singolare: la lingua italiana scritta e la lingua italiana parlata. Quasi impossibile distinguerle, eppure io credo siano due lingue diverse. La prova me la da proprio questo "insieme con", che sicuramente ho appreso dalla lettura, in quanto gli scrittori tendono a pulire la lingua. Ma  io so benissimo, perché ne ho percezione piena, che quando parlo dico "insieme a". "Insieme a te", "insieme a noi"... e solo di rado mi sono ascoltato dire "vengo insieme con te". Del resto ditemi voi se è meglio la forma più corretta di quella meno corretta. "Insieme a te" è perfetto, è fluido, piano, limpido. Il "con" appesantisce la frase, la spezza. "Insieme a" sembrano invece una parola sola, dove la desinenza della prima può quasi fondersi con la congiunzione e sparire. Chissà se qualche poeta non abbia scritto addirittura "insiem'a te", magari per aggiustare un endecasillabo, o per rendere la frase più cantabile. Anche questi sono fattori che incidono. Diciamo che il purismo linguistico è stato uno dei peggiori nemici della lingua e dei suoi parlanti, e ancora lo sarebbe, se impedisse il parlare dal cuore, l’uso pratico. Ricordiamoci che prima di tutto viene la nostra umanità, poiché è stato l'uomo a creare la lingua, non la lingua a creare l'uomo. Ma come in tutte le cose ci vuole equilibrio. Il purismo è esecrabile, ma le regole sono importanti come i semafori. Senza le regole linguistiche l’impalcatura della lingua si perde e perfino il parlato si inquina, si imbruttisce, dato che la deriva di oggi è questa. La tecnologia non rispetta la lingua perché essa è antica, ma soprattutto perché scaturisce dall’uomo e non dalla macchina. La tecnologia presuppone il dominio della macchina sull’uomo, basta considerare gli ultimi eventi: dai cellulari, che sono ormai parte organica del corpo umano, a quel Boing737 recentemente precipitato per colpa del software del computer di bordo, il quale, avendo individuato un pericolo inesistente, e ha deciso al posto del comandante di perdere quota. Il pilota umano non ha potuto fare niente in quanto il destino dell’aereo era in mano al computer.





mercoledì 20 febbraio 2019

Riflessioni sul MoVimento 5 stelle da un iscritto della prima ora, dopo la giravolta del 18.02.2019 (che passerà alla storia come: il salvataggio di Salvini)


Tutto è cambiato, Oggi.

Se dei giudici rilevano che un politico debba essere processato, nessuno, tantomeno il MoVimento 5 stelle, nato proprio per processare i reati dei politici e contro ogni impunità, dovrebbe mai mettersi contro. Il MoVimento - di cui io faccio parte, ma Oggi meno orgogliosamente di ieri - non doveva opporsi al processo né influire minimamente sull'andamento dell'azione giudiziaria. Di fatto, Oggi, i giudici sono stati bloccati, e il politico di nuovo si è ritrovato impunito e immune, superiore alla giustizia. Il politico non è solo Salvini, ma chiunque sia stato eletto rappresentante del popolo italiano. Il principio vale per tutti.
Noi, MoVimento, siamo nati proprio su questo principio! La giustizia prima di tutto. Chi commette reato deve assolutamente essere processato. Oggi, invece, il Potere - per strategie stupide, che qui pure vedremo - ha bloccato il corso della giustizia italiana. Oggi, il Potere di cui parlo è questo Salvini e questo M5stelle seduto in Parlamento – e non l’elettorato, non il vero MoVimento, non gli iscritti, di cui, come ho già detto, faccio parte, anche se la mia iscrizione sembra essere stata sospesa dato che l'altro ieri non ho potuto accedere alla piattaforma Rousseau, e pure di questo parlerò.
Come è avvenuto il salvataggio del naufrago Salvini, per un accordo con lui oppure per esclusiva idea del MoVimento? Questo forse non lo sapremo mai, ma sicuramente sappiamo che, Oggi, si consuma un precedente pesantissimo per qualunque reato futuro in cui sarà implicato un politico, nonché per la storia del nostro MoVimento. Oggi, siamo dietro al PD. Oggi, il PD ha ragione, diventando opposizione anche se è sporco da almeno trent'anni, e lo è certamente da quando ha salvato Berlusconi. Ma noi abbiamo salvato Salvini, e quindi, Oggi, pur con tutta la disonestà e la sporcizia che i vecchi politici del PD hanno in casa, abbiamo perso terreno anche di fronte a loro. Ed è successo in un attimo!
Oggi, chiunque ha creduto nella purezza del MoVimento, nella sua autonomia dalla politica e dalla poltrona - che significa autonomia dalla convenienza e dall'opportunismo di partito e non dal governare il Paese ingoiando talvolta qualche boccone amaro - non può credere più in questi valori fondamentali.
Il MoVimento, nato per essere nuovo, ha agito come la vecchia politica. Come la strega DC ma senza la capacità strategica di quegli assassini stragisti - e anche su questa voglio ragionare.
Salvini, agendo secondo la sua ideologia razzista, separatista, borghese e di destra, ha forse commesso i reati che gli sono stati contestati, o forse no, ma non lo sapremo mai. Sequestro di persona e infrazione delle norme internazionali sul soccorso in mare non sono questioni da poco, ma grazie a noi, Oggi, non sarà processato e anche i diritti di quei naufraghi saranno calpestati per sempre, insieme con il nostro diritto-dovere di punire chi sbaglia. E’ la stessa umanità a perdere, a esser calpestata. Non è forse tra i peggiori crimini quello di rispondere a un naufrago implorante: "No, i migranti non li vogliamo, il porto è chiuso"? Eppure li possiamo aiutare, siamo un Paese ricco, una delle prime potenze, a cui un piatto di minestra costa meno di niente. Salvini ha risposto esattamente così: "Sì, lo rivendico, lo confesso, lo ammetto, ho bloccato la procedura di sbarco dei migranti. Se questa è una colpa, se questo è un reato allora sono colpevole. E mi dichiaro colpevole di altrettanti reati per i mesi a venire. Preparatevi”. Questo politico fa il duro, sì, come nel far west, ma il suo bersaglio non è l'Europa, con cui non si batte veramente e come si deve, cioè nelle sedi stabilite con un'iniziativa costruttiva per intavolare a livelli non populistici il problema delle migrazioni a rischio di morte ( così le chiamerei), al contrario egli attacca i più poveri, si nasconde dietro di loro, li usa come spalla. Tipico della peggiore borghesia!
Avrebbe potuto avviare un dibattito serio, ma forse a lui riesce meglio prendersela con i più deboli, e insultare, sputare, estrarre la daga celtica come a carnevale, ma senza il carnevale. Non essendo moralmente e culturalmente in grado di fare politica, come sappiamo, indossa l'elmo con le corna contro i poveri, non contro la povertà. Contro l'immigrazione, non contro l'emigrazione degli italiani, che per numero è superiore alla prima. Sulla pelle degli inermi ha fatto quel che ha fatto e dato che questo non è solo un mio pensiero - che l'essere umano debba aiutare l'altro essere umano in ogni caso e sempre -, e dato che la carità non è solo un mio sentire personale... ecco che alcuni giudici siciliani si sono ribellati. Non il PD, che si oppone solo per restare a galla, ma alcune persone con nomi e cognomi, che non si sono ribellati al governo ma a Salvini specificamente. Lo hanno fatto con onestà. Persone che agiscono certo in virtù di ciò che pensano e sentono, ma il cui parere si ritrova nella legge e non fuori, non nel campo delle opinioni. E’ in base alla legge che i tre giudici hanno ritenuto giusto procedere, non per una loro presunzione. Finché siamo nel campo del pensiero di sinistra o caritatevole possiamo rispondere che "i porti italiani sono aperti" ma se facciamo valere una legge allora non stiamo solo invocando l'Uomo, non stiamo solo dicendo che il soccorso è la prima cosa, che il fatto di umanità è precedente alla politica e dopo vengono Macron, Merkel e l'Europa; stiamo bensì compiendo un atto legale determinato a stabilire la sussistenza di alcuni reati, a cui qualcuno è chiamato a rispondere. Non essendo quindi un campo opinabile, non possiamo essere né noi del MoVimento né nessun altro a bloccare il corso della giustizia. Né possiamo definire questi magistrati "toghe rosse". Eppure è successo anche questo. Ci siamo forse trasformati in Berlusconi? Non era lui che insultava i giudici e bloccava i processi che gli lo minacciavano?
Il MoVimento ha espresso un giorno queste parole: "sono naufraghi, non devono restare neanche un minuto su quella nave" (Fico), ma, Oggi, l'anima democristiana del MoVimento seduta al governo ha vinto! Non la minoranza governativa né la base del MoVimento, come ha detto invece Di Maio. No, non è possibile che la base si sia espressa a favore dell'impunità dato che il MoVimento è nato per spazzare via gli abusi del potere e non per preservarli! Lo dico con il senso della storia, giacché io sono stato uno dei primi iscritti, anche fondatore di un Meetup nell'anno 2002.
2)
Di Maio - che io stimo per moltissime sue doti e azioni, ad esempio: come non amarlo mentre dismette l'air force di Renzi - afferma che Il MoVimento non ha voluto che Salvini fosse processato per quegli abusi (nei quali, io aggiungo, consiste tutta l'idea e la moralità meschine di quell’uomo), ma anche qui quel che dice Luigi non è proprio vero dato che la "democrazia diretta" del web (Di Maio, sic) in questa vicenda è stata usata e mistificata come mai prima d'ora. Per impedire quel processo ecco che i nostri in Parlamento hanno gettato la palla sul MoVimento nascondendosi dietro la base attonita, proprio come Salvini si nasconde da sempre dietro gli immigrati inermi. Ma perché il MoVimento che siede al Potere si rivolge ai suoi iscritti in modo così definitivo solo in questo caso e non anche negli altri casi come, per esempio, riguardo alla TAV? La piattaforma Rousseau la conosco bene. Come iscritto, ricordo che in passato ho potuto discutere, opinare, modificare e integrare alcuni testi di legge proprio grazie a questa piattaforma e devo dire che è sempre servita come uno strumento effettivamente valido, democratico, rivoluzionario, movimentista, progressista, quindi in perfetta linea con la natura del MoVimento; ma non questa volta, che si è rivelata, perché così predisposta, come trappola!
E qui veniamo al terzo fatto sconcertante:
3)
Il voto sulla piattaforma Rousseau, appunto. Il MoVimento al potere ha posto ai propri sostenitori dei quesiti stranissimi, sibillini, e lo ha fatto senza discussione nel merito del caso Diciotti. Una serie di domandine già impostate per sortire un certo esito, aventi il taglio di "influenzare la votazione" , come ha detto lo stesso Grillo. Anche Travaglio ha criticato duramente questo meccanismo (vedi l'articolo "Movimento 5 stalle") oltre che naturalmente l'intera operazione "salva-Salvini"(sic.). Una manovra capziosa e dunque impugnabile sia sul piano della democraticità sia sul piano della nostra moralità interne! Pensata apposta per non far votare bene, per lasciare tutto nella confusione, o meglio: per poter usare questo voto oscuro sia in un senso sia nell'altro. Insomma: se avesse prevalso il si avrebbe anche potuto essere interpretato come no. Ma la cosa che più conta è che la maggioranza del M5S non è certo rappresentata dal sistema Rousseau, se come me anche altri iscritti non hanno votato. Infatti, io e altri iscritti che conosco personalmente non abbiamo votato sia per mancanza di "comunicazioni interne" (non siamo stati avvertiti, come invece è sempre avvenuto per email) e addirittura, nel mio caso, per non riconoscimento della password con cui si accede alla Rousseau. Nel web non esiste una scadenza dell'iscrizione, se sei registrato puoi sempre accedere con login e password, perché dunque l'altro ieri questo sistema non ha funzionato?

Il fatto più grave, tuttavia, resta quello politico. Posso anche ammettere che noi come militanti non abbiamo diritto di voto; e ammettiamo pure che la democrazia interna del MoVimento sia deficitaria, il punto comunque è politico. Non mi interessa qui il rapporto tra militanti e deputati quanto la posizione collusa, berlusconista, ambigua, truffaldina e strumentale del MoVimento al potere! E tutto per che cosa? Per quella convenienza che non conviene? Per quella sporcizia che se ingoiata ci accomuna agli altri? E qui veniamo alla questione della strategia.
4)
A mio avviso questo sporco voto tattico - se così è – non risponde neanche a una ragione che sia buona sul piano egoistico del MoVimento ma anzi è un vero, totale disastro, da cui Salvini esce vincitore. Oggi è lui, quell'ometto, il leader conclamato, noi, invece, quale passo avanti hanno fatto? Quale governo è rimasto in piedi? Quale scambio è stato fatto sottobanco e dietro le nostre spalle? Di fatto, Oggi, Salvini resta il leader del governo nonché dello stesso MoVimento 5 stelle.
Nemmeno nella sopravvivenza vedo un passo in avanti, ma anzi, Oggi, sento profondamente la morte del movimento o almeno di un pezzo importante di noi e della nostra storia, se anche uno come me ne prende le distanze. Io che ho rinunciato a degli amici, per perorarne la purezza. Una purezza non da puristi, non mitica, ma clausola della differenza, clausola della garanzia tra noi e gli altri. Salvini, il grassoccio leader del razzismo italiano, la faccia giovane di Berlusconi, lui che pranza con Casapound, cena con il Comitato Direttiva 477 (fabbricanti di armi), si accompagna con certa marmaglia delle Società Sportive, anche implicato con Bossi e Belsito... è stato salvato proprio da noi! E se domani dovesse essere inquisito per altri reati, lo salveremmo di nuovo? Oggi, gongola e ringrazia Di Maio, lui che forse non è reo di sequestro di persona, ma sicuramente lo è per omissione di soccorso. E' questo il partner che vogliamo? O non è sempre stato lui, invece, il vero nemico? E' vero, condividiamo con lui un patto, ma non abbiamo mai venduto l’anima. O sì? Avremmo potuto approfittare di questa situazione per metterlo in un angolo. Un delinquente in meno assicurato alla giustizia, mentre oggi resta quel leader massimo di destra che ci toglie ogni smalto e forza. Non capisco davvero cosa ne abbiamo avuto in cambio. La sua simpatia o quella di sua madre? La tenuta di questa compagine di governo? La paura di essere gambizzati dalla mafia? Forse sì. Forse Salvini è per noi come Mangano fu per Berlusconi. Eppure neanche sulla TAV siamo riusciti a farci rispettare. Salvini scende in piazza contro di noi. Sì, forse il governo sarebbe caduto e saremmo andati alle elezioni, e questa era forse la paura, ma almeno avremmo potuto rivendicare la nostra faccia pulita, non questa faccia di bronzo che abbiamo assunto! Eppure non credo proprio che Berlusconi e tutti gli altri mostri farebbero e faranno mai a noi degli sconti, se dovesse capitarci di essere indagati. Dovevamo fare tutto con limpidezza e non sporcarci, invece questa immondizia l’abbiamo creata con le nostre mani, trattando gli italiani con la confusione, con il tradimento dei valori originari e fondativi quali la lealtà (esterna e interna), l’onestà e la legalità.
I sondaggi dicono che la gente ascolta Salvini, non La lega, ed è certamente vero. Come vero motore della politica e del cambio di politica appare lui, e a maggior ragione mandandolo in tribunale avremmo anche modificato questa percezione ! Oggi, invece, tutto resta com'era, a parte il fatto che ci siamo spaccati e indeboliti ulteriormente. Oggi, il nostro governo resta in mano sua. Oggi, l'Italia è un po' più razzista e disumana del solito. Oggi, l'esempio resta un nuovo Mussolini grassoccio e alleato di Casapound, dei Club sportivi e delle fabbriche produttrici di armi. Oggi, sappiamo chi è l'onnipresente televisivo, colui che "spacca il video", che muove le fila dell'Opinione... e, dietro di lui, rivediamo immutato il vecchiume, il fascismo e il berlusconismo nelle sue varie forme. Era il momento giusto per abbassargli la cresta, dato che la Lega e il centrodestra non hanno altri leader, e seppure fossimo andati a un vero voto lo avremmo fatto almeno con dignità. Avremmo forse perso, come in Abruzzo, ma almeno sarebbe stato come doveva essere e forse un dopodomani avremmo potuto rivincere, grazie proprio alla purezza e all'onestà, alla lealtà e alla legalità, ricostruendo dalla base e non dalle poltrone, vantando quella originaria forza di chi non si mischia al Potere ma lo combatte con un sangue diverso e opposto!


Se credi anche tu nel MoVimento 5 stelle per com'è stato fondato da Beppe Grillo e vuoi far sentire la tua-nostra voce presso i dirigenti del MoVimento unisciti a questo gruppo di militanti nato dopo la giravolta del 18.02.2019 scrivendo a poetainazione@gmail.com, o intervenendo pubblicamente sulla pagina del gruppo che si chiama:
MoVimento5stelle - dopo la giravolta        (scrivere così su internet)

Abbiamo bisogno di essere tanti per  far sentire la nostra voce presso i dirigenti del MoVimento.  




Consigliera Nasso a favore del processo a Salvini

https://www.lastampa.it/2019/02/18/aosta/la-consigliera-del-movimento-stelle-nasso-vota-a-favore-del-processo-salvini-e-i-leghisti-la-insultano-KDHDFsAYKlXvANWIXQHuOP/pagina.html?fbclid=IwAR3IdVc4pIjHyynuuUBYiYuGjCnz7FYBSHjqjq7e005I30sV4uyAf2BUbnQ




Marco Travaglio    Movimento 5 stalle

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/02/19/movimento-5stalle/4981541/


















giovedì 28 giugno 2018







Un giorno mi tufferò
con pinne e maschera in un mare cristallino,
forse in un Grande Giugno,
o nel caldo novembre di un altro emisfero

La mia pelle percorrerà
la vasta acqua santa e riverberante di sole
e le ferite oggi occupanti ogni spazio vitale
svaniranno per violenze divenute ridicole

E così la Terra stessa sarà
di nuovo percorsa da un uomo tornato limpido,
nel mare senza bandiere e felice di mito,
in cui un semplice nuotare è Felicità.

















venerdì 8 giugno 2018


Vorrei ospitare con Voi questa nuova primavera.

Ma anche l'inverno che s'allontana, Signore

e padre nostro misconosciuto;


inneggiare alla meravigliosa realtà del mondo

per un momento escludendo

il nostro genere detto "umano";


salutare con un musicale "Namaste"

il "divino che è in te"

oh santa santa santa Natura!


ed entrare con musica e poesia, solo così

in quel non più strumentale Paradiso

a cui sempre ci appoggiamo


Chi sa veramente quanto sia santo, santo, santo

questo tutto che qui andiamo ospitando

come un vero paradiso?


Là dove nell'erba raramente ci distendiamo,

e per sport, per hobby umano intersechiamo,

per ciò che "basta" e "serve".


Amici, non è più tempo d'utilità e sopravvivenza

né di falsa beatitudine e falsa coscienza,

la vita ci chiama come veri angeli;


là dove vivono intrecciate Musica e Visione,

fuori da condotte troppo umane,

nel tutto di cui poco ci accorgiamo;


là dove in pura Presenza e pura Semplicità

il tutto accade, e la sua Eternità

è in cose minime e fragilissime.


Amici, lasciamo la ferrea Ragione indietro,

e l'Io, gettiamo quel filo arrugginito

con cui andiamo recintando l'immenso!


Se solo con pari Eternità di nessuna Pretesa

ci preparassimo a ricever il vero paradiso...

anche all'umano esso s'aprirebbe!


Perciò su questa mia composizione,

qui vissuto fuori da ogni ragione

ricade il mio sapere concreto


Il brano musicale a cui mi riferisco è qui di seguito pubblicato. Buon Ascolto/Visione.

giovedì 7 giugno 2018



Omaggio allo sfortunato poeta e musicista scozzese Robert Tannahill


Ho composto questo brano musicale per mia forte simpatia verso il poeta Robert Tannahill, a cui è ispirato e dedicato. 

Il brano centrale di questa composizione, il cui titolo originale è “Gloomy winter's now awa'”(Il cupo inverno ora se ne va), è appunto del suddetto poeta e musicista scozzese, morto a 36 anni (nel 1810) dopo aver vissuto sempre all'ombra del primo bardo di Scozia Robert Burns, autore dell’arcinota e dolcissima “Auld lang syne”. 

Cosa mi rende tanto simpatico questo poeta sfortunato? Forse proprio la sfortuna, che lo perseguita anche da morto, e di cui mi accingo a dire. 

Sul finale, come potete notare, ho inserito una porzione del brano "The heart asks pleasure first" , tema del film "The piano” (Lezioni di Piano), il cui autore è Michael Nyman, il quale viene chiamato ovunque a suonare questa "sua" emozionante composizione, che però non è sua, bensì è un evidente rimaneggiamento di “Gloomy winter's now awa'”, in tempo di 4/4 invece che in 3/4. 

Nyman tace furbamente sulla paternità dell'opera, ed ogni volta mi viene da pensare al povero Tannahill. Io credo che un uomo di coscienza certa furbizia sempre la paga, e nel caso di Nyman ciò avviene ogni volta che viene ospitato in un teatro, in una televisione e ovunque egli venga chiamato ed elogiato per una cosa che in realtà non rappresenta il suo valore, ma il valore di un altro. E il prezzo di tale elogio deve essere per lui, in verità, una profonda umiliazione. 

La sfortuna, però, come se non bastasse si è accanita anche con un’altra ballata di Tannahill, nota come “the wild mountain thyme”, o anche “Will You Go Lassie, Go”, che vede come autore ufficiale Francis McPeake (anno 1957) ma che in realtà è una copia di “The Braes of Balquhidder”, composta dal nostro poeta. 

Robert Tannahill è un nome che non viene ricordato né elogiato, la cui arte però è indimenticabile fino all'inevitabilità, ed è suggestivo pensare che egli, proprio perché incompreso, prima di commettere suicidio bruciò gran parte della sua produzione, e quel che oggi ne resta è veramente poco. Pochissimi testi che tuttavia, nonostante la loro esiguità, sono stati copiati, abusati, rimaneggiati e ribattezzati furbescamente chissà quante volte! 

Ecco dunque questo mio brano modestissimo, ma leale. 

Il cupo inverno s’allontana e la primavera arriva,  vibrando con mosconi-violoncelli, gocciando da arpe fresche, soffiando in vari flauti e in ogni modo scalciante che essa conosce, finché la morte si scioglie sulla terra vivificata e il fragile diventa eterno. 

Ringrazio l'arpa celtica, i vari flauti anche orientali, il violoncello e il pianoforte che qui suonano e giocano nell'immensa orchestra che chiamiamo natura. E ringrazio mio nipote Romolo (16 anni d'età appena compiuti) per gli accordi da lui creati ed eseguiti con la pianola. 

Buon ascolto.

Poetainazione

giovedì 15 febbraio 2018

Versi sul Dao e sul respiro in azione (per praticanti di tai chi chuan e per chiunque stia tentando una rivoluzione celeste)




Chiamato Respiro
noi nuotiamo nell'aria,
vacuo e necessario,
da cui abbiamo inizio,
e se dici che non ha materia
non sai cos'è,
dilata il corpo e lo brucia e lo trasforma
- “puoi respirare come un neonato?”

scrivo Qui
di questa trasformazione
o rinascita, o "rivoluzione celeste",
osservando la Regola,
espletando la Pratica,
abbandonandole poi nell'Arte
e questa ultima poi abbandonando;
e Ora incomincio dicendo:
Qi è Respiro non perduto, afferrato,
soffio che muove il fuoco
come la canna metallica con cui soffiamo sul camino,
e non controlla il suo oggetto né il suo effetto
perché l'inizio della Pratica è
Abbandono & Attenzione al respiro
con mani e gambe
nella discesa verso il Dan Tien:
ampolla alchemica del respiro
oscurità tenera del ventre
camera ricca di tende
camino interno
caldaio di cibo e Dao
e senza che sia necessario o vacuo
tutto così ha inizio; cosa?
La liberazione dai pesi morali e civili,
la grande trasformazione,
la rivoluzione dei cieli interiori,
la foresta melodiosa fuori dalla città assordante
Selvatichezza santa fuori da Ferocia santificata
Ignoranza splendente fuori da Conoscenza oscurante
sepolto contadino degli albori
Pratica & Poesia del respiro luminoso
sepolto bambino dell'infanzia
- "puoi essere quella celeste tenerezza antica?"
Tenerezza suprema, Pace infinita
e l'inizio della Pratica è:
spostati, sposta il respiro
dalla bocca all'addome,
dietro l'ombelico,
e da questo alle punte delle dita,
a poi al petto, e da questo al piede
e fin sulla testa, condotto da Volontà,
guidato da Abbandono;
abbandona la tomba dell'infanzia,
il ventre, il segreto, il sesso,
e il tradimento del padre, e la sciagura,
e la civiltà e la ragione e tutto
per abbracciare il nulla,
per tornare alla luce della prima volta,
alla spontanea eccitazione;
abbandona con il movimento circolare
ed inspirando senza fretta ed espirando bene,
a tempo con le mani che s'allontanano
e si contraggono come addome, o ali;
abbandona il vecchio, quadrato Destino
per il nuovo, tondo Progresso;
togli ai buoni polmoni
all'ostruito e istruito respiro che è dimora
di Sagacia, Intelligenza & Normale Santità
per dare all'addome;
abbandona con il privato respiro superiore
gli occlusi millenni dei sagaci,
dei dotti e dei santi procurati;
sii respiro nel ventre, sede di calore
e pulisci tendini e muscoli con vapore;
e suda, così, con silenzioso Agire
e urla, per rompere questo tuo Silenzio,
batti il tallone sulla terraferma, scuotila!
Sei venuto al mondo per scuoterlo
con la Bellezza e con la Grazia
e con la Pratica e con l'Arte
che sono ignote al monaco seduto
al santo disseccato dalla buona virtù;
sii sforzo sublime della Pratica del dao
finché da interno il respiro diventerà interiore
e così tornerai a esser vivo,
luogo di Vie e Canali
che rompono il Controllo sulla Vita;
abbandona la Razionalità, l'Ipocrisia e la Continenza
e l'intero status nato coi servitori feudali,
abbandona la storia con le sue supremazie:
i fedeli devoti nell'èra della fede,
i lavoratori efficienti nell'èra del lavoro,
i consumatori avidi nell'èra del consumo,
i possidenti arroganti nell'èra del possesso
e tutti gli altri mali,
cancellando le servitù e le dinastie
muoverai a nuovi millenni più freschi
privi di nomi e di mali;
abbandona la Ricchezza e l'Arroganza,
torna a prima dei nobili e dei borghesi,
abbandona la Giustizia e la Legge,
torna a prima dei banditi;
abbandona la Casa solida, il Cemento armato,
perché nemmeno tu puoi distruggerla;
e Durezza e Rigidità
e Puntualità e Precisione
e Banca e Moneta,
torna al Vacuo dell'aria e dell'acqua
come il respiro che rompe il cranio
il vapore che rompe la pelle
raccogliendo oro dalle montagne delle membra
e dalle miniere del movimento;
muoviti! adesso puoi farlo,
in cerchi di mani e piedi e bacino,
con elasticità aspirata dal duro schema osseo adulto;
cerca nella pratica del Movimento
il verde rimasto nel tuo crespo cespuglio asciutto
ma senza desiderio, senza sfida, lasciando sognare le ossa
che scricchiolano e sognano tornare al bambino;
osserva il maestro cinese: la Regola,
la lezione degli Animali Maestri verso gli uomini
e vedrai nel tempo trasparire dalla Disciplina
il felpato felino, il sinuoso serpente,
l'aquila che viene da sopra a sottomettere il serpente,
e la gru che apre le ali...
tutto dentro una minima Arte, immensa Espressione
di chi torna così al puro uomo originario,
e rilascerai nell'aria il tuo Dolore e il tuo Nome
finché, così spossessato, così impoverito,
così fuso con la natura, sarai felice
e trasformerai finalmente il respiro in Qi ;
abbandona l'Umanità e l'Interesse personale
che sono per l'Individuo la stessa cosa,
torna a ondeggiare come una canna flessibile confusa con le altre,
senza nome tra altre canne simili ma non uguali;
abbandona Distinzione e Uguaglianza,
abbandona gli idoli che sono stati fusi col tuo oro,
torna agli dèi semplici come Shennong o Pangu,
al Figlio del falegname e all'Onesto,
a quel contadino assaggiatore di foglie
calmo e confuso nei campi,
a quel bambino acciambellato in una culla;
e se dormi come i cervi e le gru, puntando il muso verso l'ano,
come loro raggiungerai l'immortalità! dice un maestro daoista;
e dunque abbandona anche i maestri
con le loro falsità, le loro buffe lezioni-dicerie
coi loro Schemi Precostituiti e le loro troppe novelle;
ed abbandona le incrostazioni dell'Essenza,
e cioè l'anima, ovvero il corpo,
il palazzo fatto d'organi
e ogni organo un palazzo;
con l'anima aperta e vibrante la rivoluzione sarà celeste!
I cerchi del Qi saliranno in verticale
nei canali e nelle vie e man mano gli organi si apriranno
"come fiori di loto nella neve", è stato detto;
e dalla campana dei reni, madre dei polmoni,
ai polmoni intossicati dalla civiltà
o trasformati dalla polmonite
quando uscisti nella neve con una veste troppo leggera
e con un'anima ancor più nuda hai respirato la civiltà
e con un bambino non voluto in grembo
o un'ambizione non spontanea
agendo come suicida;
dalla Pratica fatta Arte
una sfera di Energia Vitale
dalla materia del corpo
salirà dal passato al Presente
e dal ventre molle al cranio duro,
e la scatola quadrata della vecchia mente
con dentro la forma del vecchio Destino
fatto di millenni, pesi e nomi
soffiando svanirà nel vapore,
e il corpo sarà trasparente
dopo esser stato solido dov'era molle
e vaporoso dov'era solido;
e qualcuno forse ti vedrà,
quel giorno stabilito dal tuo Tempo interiore,
dove tutto sarà come increato e postumo
e il tuo cuore sarà calmo
e le mani saranno spalancate dal respiro
e la fronte sarà la fontana
e tu sarai un chiostro su un monte
e ogni osso vecchio sarà tornato verde,
e come vento improvviso tra gli alberi immobili
il tuo movimento sarà lentissimo e velocissimo
e sarà percepibile fuori dall'indicazione del maestro,
del Libro, e sarà brezza nata dal tuo Vuoto,
dalla tua Mancanza di ostacoli,
dal tuo Anonimato,
freccia scagliata da quell'arco abbandonato
il cui bersaglio sarà centrato solo a occhi chiusi
e sarà detto senza usare parola
- "quando riusciremo a parlare senza parlare?"
e abbandonando perfino Chuang-tzu,
perché questo è il Dao,
anima stessa della Pratica;
ma tutto questo sarà spontaneo
oppure non sarà, e lo avrai fatto tu
abbandonando te stesso,
il giorno in cui sarai al culmine del vuoto
e osserverai con occhi chiusi
e dai tuoi limiti motori genererai il tuo movimento
e sarai perfettamente al centro dello spazio e del tempo
perché sarai tu il tempo, né prima né dopo,
e genererai la tua santità,
e "Destino", "Quiete" ed "Eterno" saranno solo parole
di qualche lontano ingombrante io
perso insieme con le stesse basi della tua Pratica,
che avrai dimenticato,
perché il perfetto Movimento del Dao
è una radice che nell'oscurità della terra tocca il Senza Forma
e la trasparente Santità del Dao
è un'acqua talmente pura che torna alla Casa del Sorgere.




Questi versi nascono dalla pratica del tai chi, dalle letture taoiste e dal mio viaggio in Cina recentemente concluso, dai cui appunti filmici sto realizzando un "video-reportage (taoista)" e durante il quale ho scritto delle poesie (alcune si possono leggere qui di seguito).





Poesie scritte in Cina







Leggo Zhuang-zi e con lui cammino per le città.
A Pechino, Wuhan, Xi'an.
siamo un doppio molto affiatato, nell' invisibile.

Il giorno che è piovuto incessantemente
con la maglia fradicia ho camminato e visitato musei.

Un custode con un cappellone di paglia
con una scopa  scacciava la pioggia dal pavimento .
 Con una larga scopa di rami e foglie
che sembrava un remo tirato su da un lago.

Sul mio corpo la mia maglia
doveva sembrare asciutta,
così intrisa di pioggia e con Zhuang-zi
siamo oggi nello stesso povero abito,
dove la pioggia è la qualità del tessuto
 e l'invisibilità ne è l'ordito.

Come la strada, come il lago,
come la foglia che fluttua
questa è tutta la mia povertà.

E questo è perché con Zhuang-zi
mi sono bagnato nei Quattro Mari
e nel Grande Fiume Giallo  - ma chi l'ha notato?
Solo chi riesce a vedere un doppio spirito in Uno,
e riesce a percepire la Poesia, e il Cammino.

Già asciutto è il mattonato d'ardesia
nel museo delle stele di Confucio
e il custode è evaporato -  chi altri l'ha visto?
Solo chi riesce a vedere un doppio spirito in Uno,
e riesce a percepire il Temporale, e l'Altrove.




***

                             Tra cielo e terra



I palazzi, per qualche ovvia ragione,
 vorrebbero essere aria,
e spingono e spingono... ma ce la tolgono.
Non c'è aria oggi in queste strade afose.

Qui respiriamo una sorta di vapore
e come nessun'altra bestia sudiamo.
Quale animale è straziato come noi?

Ma proprio per questo nero sudore
in un lampo sappiamo tutto di noi,
e come il vapore desidera esser pioggia
così sappiamo che l'uomo desidera esser aria

Tra i palazzi e i grattacieli e gli asfalti...
come bestie cattive cerchiamo il cielo.
Verso il Cielo fu il nostro primo sguardo,
un desiderio d'aria che restò incompreso.

Perciò il vento è come un vecchio amico
tra gli alberi bassi e ladreschi nel cemento;
è come un compagno d'infanzia, quel bimbo
che gioca e parla con noi all'improvviso e dice:

"Che umanità strisciante!  
Che esseri incompresi a loro stessi! 
Se privo dell'aria non puoi vivere, Uomo,
lei è il tuo elemento - e allora devi saper volare! "




***





E' forse "albero"
ciò che è contenuto tra "radice" e "rami"?
Ma  la cicala, l'uccello,
non sono forse prova dell'illimitatezza dell'albero?
E' forse albero
ciò che è contenuto tra "silenzio" e "quiete"?
Le sue radici si propagano,
mentre i nostri piedi sono immobili,
e uccelli si estendono da lui nei tanti cieli,
mentre noi restiamo nei pochi metri.
E' forse "albero"
ciò che è contenuto nella parola "immobilità"? 







***





Curate bene la vostra oscurità,
non vestitela di riti e di mode.
Blasoni, croci, svastiche, magliette
e quei teschi stilizzati su un nero brodo
che al vero buio subito svaniscono :
la vetrina è stata spenta.

Quando la nostra oscurità emerge,
che brilli solo la nostra verità
in quell'attimo di luce!
Perché la bestia profonda è bianca
mentre l'oceano intorno è scuro :
la superficie è subito nera.





***





Sono appena stato il soggetto di una foto.
Mi hanno visto scrivere una poesia
e mi hanno scattato una fotografia.
Ma cos'è oggi un poeta?
E' l'idea di qualcuno che ti fotografa,
anche se non sa bene cosa ha visto.